villa di maria vlahovic gn
Cronaca
LE TESTIMONIANZE

«Noi non siamo calciatori, chi c’è per proteggerci?»

La collina nel mirino delle bande

Le sirene, lo stridio delle gomme, «anche degli spari» dice qualcuno, qui tra le strade della precollina torinese, anche se dalle forze dell’ordine si esclude ufficialmente l’esplosione di colpi di pistola. Una serata di terrore e la sensazione anche di averla scampata bella per qualcuno, come il conducente della Volkswagen Fox colpita dalla Stelvio dei banditi durante la fuga: «Abito sotto la Gran Madre e vengo a parcheggiare qui per non pagare le strisce blu – spiega, senza voler dare il suo nome -, mai più pensavo a una sfortuna del genere. È scandaloso».

Il signor Marco, che abita a poca distanza: «Certo che trovarsi i ladri in giardino non fa piacere ed è normale che questa zona sia presa di mira, visto che ci sono persone benestanti. Ma non abbiamo paura, lo dimostra il fatto che hanno subito fermato la macchina dei ladri». Altre voci raccolte in strada Val Salice, dove le ricerche dei fuggiaschi da parte della polizia si spingono fino al liceo: «Attaccano chi sanno che è vigilato, vuol dire che hanno un bel coraggio e non si fermano davanti a nulla. Però strano che non hanno colpito ieri, durante la partita». «Adesso abbiamo paura – dicono ancora alcuni passanti, persone uscite dalle loro abitazioni per il trambusto in strada o dopo aver letto le notizie on line -, ci sono stati tanti episodi di recente: noi siamo meno appetibili dei calciatori ma non si sa mai».

Solo l’altro giorno, il costruttore Grimaldi, in via Giardino, la strada che porta al Monte dei Cappuccini, era stato assalito da una banda di malviventi in scooter che si è impossessata del suo Rolex. Ancora tempo prima, in strada Pecetto, era toccato all’imprenditore Vincenzo Soria essere aggredito e minacciato, in casa assieme alla moglie, da banditi armati di pistola.

Dice Pier: «Questa zona è presa di mira perché ci sono tante ville di calciatori qui. Pazzesco». In strada anche una mamma con la figlia costrette a farsi venire a prendere in auto da papà per sicurezza: «Peggio della banda del Rolex. Paura? Neanche un po’, sanno dove andare a colpire e da noi non vengono».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo