Draghi
Politica
LE INTERVISTE I torinesi auspicano la stabilità del governo

«Noi abituati alla crisi ma rivogliamo Draghi, il voto sarebbe follia»

I cittadini sostengono il premier: «Tra guerra e pandemia non è il momento di cambiare». Ma i più giovani non rispondono

La scelta di Draghi di rassegnare le dimissioni al presidente Mattarella ha creato un forte scompiglio nel governo e tra gli italiani che di certo non si aspettavano una mossa di questo tipo da parte del nostro premier, considerato un po’ da tutti, eccetto che da Conte e il suo partito, come l’unica figura autorevole attualmente presente sul panorama politico in grado di condurre il paese fuori dalla crisi. Lo confermano anche i torinesi che abbiamo intervistato in merito alla crisi di governo in atto.

«Questo non è il periodo giusto per una crisi di governo, tra guerra, pandemia e la situazione instabile che stiamo vivendo con rincari e inflazione – sottolinea L or en zo che non è d’accordo con il ritorno al voto -, sarebbero elezioni mosse dalla disperazione del momento e potrebbero portare a una scelta sbagliata. Tanto vale aspettare la primavera del prossimo anno la scadenza del mandato».

Guillaume, ieri a passeggio in via Roma, vive in Giappone e ha appena assistito all’omicidio dell’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe, uno dei premier in carica più a lungo. «Qui in Italia, così come in Giappone siamo abituati alle crisi di governo – sottolinea -, succede quasi ogni anno. Ma adesso non credo avverrà alcun cambiamento dal momento che i parlamentari non hanno voglia di perdere il posto. Credo che l’astensione di Conte sia stata soltanto una mossa politica per attirare attenzione».

Anche Adele la pensa così: «La crisi di governo è una cosa naturale, avviene ogni tot, ma adesso proprio non ci voleva. Draghi mi piace e ho paura del risultato qualora si andasse a elezioni subito». Tutte le persone intervistate sperano che si possa trovare una quadra. «Draghi deve rimanere, speriamo che Mattarella riesca a convincerlo» sottolinea Laura. «Hanno fatto un macello – dice Tommaso – ma io credo in un Draghi bis. Questo non è il momento giusto per andare a votare».

Anche Claudio non risparmia apprezzamenti al nostro primo ministro: «Draghi è una persona per bene, conosce alla perfezione il mondo dell’economia e ha lavorato senza esporsi, vorrei che rimanesse a capo del governo, perché non è proprio un buon momento per andare al voto». Opinioni a senso unico dunque provenienti però da persone di una certa età. I ventenni invece, alla domanda: «Cosa pensi della crisi di governo?» restano in silenzio, oppure dicono di non essere informati.

«Non seguo la politica, non mi sento rappresentata» spiega Alessia. «Non ne so nulla, non voglio dire fesserie, mi spiace» segua e ruota Erika. Piergiorgio e Maria Carla, una giovane coppia a passeggio sotto i portici del “Salotto”, un’idea comune ce l’hanno: «Sappiamo solo che Draghi deve restare, altrimenti chi potrebbe prendere il suo posto?». Una domanda che si fanno in tanti, ma gli scenari non convincono. «Secondo me metteranno una pezza con Giuliano Amato» dice Giuseppe.

«Non mi piace nessuno, meglio attendere la primavera e andare a elezioni poi il prossimo anno» aggiunge Francesca. A spaventare, in concreto, sono i rincari folli che stiamo sempre più toccando con mano. «Senza Draghi chi sarà in grado di gestire i rapporti internazionali e la crisi del gas?» si domanda Alberto. A preoccupare è anche l’andamento delle borse: «Io sono una consulente finanziaria e la situazione è sta diventando ingestibile, se Draghi lascia saranno guai» sottolinea Paola. C’è poi chi è più possibilista e non si pone troppi problemi, come Giada: «Io credo che ci si debba abituare al cambiamento, viviamo in un paese democratico ma i cittadini non possono mai decidere chi sia il loro capo. Forse però – aggiunge – in questo periodo storico è meglio così».

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