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Cronaca
IL CASO

No Tav e anarchici, doppio assalto: scontri a Torino e in valle di Susa

Nel mirino il carcere e il cantiere della Torino-Lione. A Chiomonte scoppia un incendio nei boschi

L’anno non è iniziato all’insegna della pace tra forze dell’ordine, anarchici e No Tav, che hanno iniziato il 2022 “scambiandosi” sassi, petardi, fuochi d’artificio e lacrimogeni, sia in Valle di Susa che a Torino. Il primo fronte è quello, aperto ormai da decenni, dell’alta velocità. I No Tav infatti hanno deciso di protestare alla loro maniera anche nella notte dell’ultimo dell’anno, dandosi appuntamento in entrambi i cantieri della Torino-Lione, a San Didero e a Chiomonte.

L’avanzare dei lavori, su entrambi i lati delle Alpi, non sembra scoraggiare gli oppositori all’opera, che hanno messo in scena la replica dello stesso “spettacolo” da anni messo in scena in Valle, con il lancio di petardi, sassi e fuochi d’artificio oltre le barriere che proteggono il cantiere di Chiomonte, ottenendo in cambio l’altrettanto consueta risposta affidata ai lacrimogeni. Questa volta però qualcosa è andato storto e il bosco ha preso fuoco in più punti, tanto da richiedere l’intervento del carro idrante della polizia per evitare che le fiamme di propagassero.

La Digos ha già provveduto a identificare 17 dei manifestanti, appartenenti ad Askatasuna e all’ala più oltranzista del movimento, che saranno denunciati per procurato incendio boschivo. Dal canto loro, i manifestanti respingono le accuse, sostenendo – tramite un comunicato sui propri siti di riferimento – che ad appiccare le fiamme sarebbero stati proprio i lacrimogeni sparati dalla polizia.

Praticamente in contemporanea, la polizia ha dovuto gestire un secondo fronte, questa volta a Torino. Davanti al carcere Lorusso e Cotugno infatti si sono dati appuntamento una settantina di anarchici che fanno riferimento all’ex Asilo, attualmente attestati nella casa occupata di via Bersezio rinominata La Molla, coadiuvati da altri appartenenti alla stessa area arrivati da fuori Torino. La scena è stata del tutto simile a quella vista in Val di Susa, con il lancio di sassi e petardi contro la polizia che ha risposto coi lacrimogeni. Anche in questo caso indaga la Digos.

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