no green pass cosa succede
Cronaca
VENERDÌ NERO

No Green Pass: Torino teme il blocco. Sicurezza, trasporti e sanità nel caos

Il prefetto Palomba: «Non siamo preoccupati, ma attenti. Messe in campo tutte le nostre forze»

Potrebbe anche finire in un enorme blackout. Anzi, a giudicare dai dati raccolti sul popolo che rifiuta il Green Pass e di conseguenza il vaccino, oggi potrebbe essere il venerdì nero. E forse basta un dato, per capire: sono circa 500mila i lavoratori piemontesi che potrebbero sfidare le direttive del governo, spalmati in quasi tutte le categorie, a cominciare dai servizi pubblici, poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco compresi. Tra questi il picco del dissenso è rappresentato dal reparto mobile della polizia che, nonostante il richiamo forte del loro comandante, sfiorerebbe il 40%. Come dire che i servizi di ordine pubblico potrebbero essere dimezzati, proprio nel momento in cui dovrebbero essere schierati a protezione degli obiettivi sensibili. «Ad oggi – spiega il dirigente del sindacato di polizia Silp Cgil, Nicola Rossiello – non abbiamo numeri precisi su chi sarà in campo venerdì». E ancora: «Una situazione complessa perché la loro sembra essere una scelta ideologica». Di male in peggio, se così sarà davvero, visto che alle forze dell’ordine spetta il compito del controllo sul territorio. E non solo in città. Ci sono le autostrade, i raccordi stradali e le vie di accesso ai grandi centri urbani in tutta la regione. Con l’incognita delle azioni di protesta dei Tir e con una drastica riduzione dei trasporti pubblici, altro settore fortemente colpito dal dissenso. Tant’è che Trenitalia ha cancellato 27 convogli, senza contare le 330 corse di mezzi Gtt che potrebbero saltare tra venerdì e sabato, visto che l’azienda stima una percentuale di assenze tra il 10 e il 15 per cento. Non meno problematiche le sorti della sanità dove sono stati predisposti controlli a campione in tutte le Asl e nella raccolta rifiuti dove si ipotizza che possano mancare 240 operatori su 1.200 in forza solo a Torino. Non c’è da stare allegri. E non è solo il calcolo delle assenze a preoccupare, quanto i possibili focolai di protesta che già sono stati annunciati di fronte a Fiat Avio, Iveco e Pirelli, mentre sui social comincia il tam tam della rivolta No Green Pass. Il ricordo degli episodi di Roma, ma anche di Milano, non inducono certo all’ottimismo, anche se il nostro Prefetto Claudio Palomba cerca di stemperare la tensione, dicendo «Stiamo monitorando la situazione ora dopo ora e metteremo in campo tutte le risorse possibili». In realtà è quell’area grigia, figlia di ultras, antagonisti ed estremisti di vario colore, a preoccupare le autorità. Con il rischio che il rifiuto del passaporto verde saldi tra loro frange estreme di quella periferia che ha già saputo saccheggiare il centro di Torino. E che oggi potrebbe approfittare delle defezioni tra le forze dell’ordine e dell’incertezza che sorge nell’applicazione delle norme sul Green Pass. Inutile aggiungere che quasi tutte le categorie, dai ristoranti, ai bar e agli uffici pubblici, potrebbero patire delle stesse problematiche legate ad assenze ingiustificate, malattie di comodo o peggio, di un assenteismo che finirà solo per colpire ancora una volta i semplici cittadini.

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