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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

No alle indigestioni di tartufi

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A parole non la vuole nessuno questa Superlega di calcio, la nuova champions league chiusa, col posto garantito per 12 top club. Non la vogliono i tifosi, le leghe, le federazioni, i club non top e anche molti top come PSG, Borussia, Bayern. Se ne parlava da tempo della Superlega, ma Agnelli l’ha annunciata ufficialmente l’altro ieri, dopo la sconfitta della Juve a Bergamo e il profilarsi della possibilità per i gobbi di non riuscire a qualificarsi in Champions. In perfetto stile Juve, Monociglio ha fatto come la Ferrari in F1, come i bambini capricciosi proprietari del pallone: non mi date il rigore? E io me ne vado a casa con la palla. Naturalmente è solo questione di soldi. I top club affogano nei debiti. Il Tottenham ha un passivo di 1383 milioni di euro, Manchester e Barcellona 1255, Juventus 933, Atletico Madrid e Inter 905, Roma 584 ecc. I diritti Tv non bastano più. Occorre far entrare nell’azionariato dei club i grandi fondi d’investimento internazionali, ma questi vogliono garanzie. Non accettano il rischio della mancata qualificazione al massimo torneo. Ecco spiegata l’idea dei posti garantiti. Le leghe europee non ci stanno, minacciano di espellere dai loro campionati chi ci entra. Le Federazioni vogliono escludere i giocatori che lo disputano dalle convocazioni in nazionale. Forse Monociglio non ce la farà, ma ha ottenuto la trattativa, nella quale offrirà la rinuncia in cambio di maggiori fette di diritti Tv. Lui sa che la Superlega sarebbe un ripetersi fino alla noia di scontri fra big, ma gli basterebbe l’enorme audience araba e cinese. Del minor interesse in Europa a lui frega poco, ma alle Federazioni tanto. E cederanno. Così si uccide uno sport.

collino@cronacaqui.it

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