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Cronaca
IL TRIBUNALE DEI MINORI

Niente galera dopo l’assalto in via Roma. I ladri di Gucci «devono andare a scuola»

Su 12 imputati, in dieci usciranno dal processo con la messa alla prova

Volontariato e obbligo di frequentare la scuola «con profitto». Se rispetteranno queste prescrizioni, i giovani che diedero l’assalto a Gucci, spaccando le vetrine e usando i manichini come arieti per fare razzia di abiti, saranno definitivamente fuori dal processo. Lo ha stabilito il tribunale dei minori, che ha giudicato i 12 ragazzi che la sera del 26 ottobre 2021, in via Roma, devastarono le boutique di lusso dopo una manifestazione “no vax”. Solo per il colpo da Gucci, i danni ammontavano a 300mila euro. Il giudice ha dichiarato fuori dal procedimento due dei 12 imputati, perché hanno già terminato la messa alla prova «con esito positivo». Per altri otto, la map starebbe «proseguendo bene». Quindi, se continueranno così, tra pochi mesi il processo per loro sarà terminato. Gli unici imputati che sono stati condannati – a due anni e sei mesi ciascuno – sono i giovani che non hanno accettato di svolgere la messa alla prova, che avviene su base volontaria. Uno dei due, difeso dall’avvocato Antonio Vallone, ha ammesso il fatto, ma da mesi vive rinchiuso nella propria stanza, davanti a un pc. Il secondo, difeso dall’avvocata Stefania Pignochino, ha chiesto al giudice una seconda possibilità, che non gli è stata concessa.

La procuratrice dei minori, Emma Avezzù, aveva chiesto al giudice di inserire nelle messe alla prova, oltre agli obblighi di andare a scuola e di fare volontariato, anche quello di pulire le vetrine dei negozi di via Roma. Il tribunale ha respinto la richiesta.

I percorsi delle map, che durano da uno a due anni, sono svariati: c’è chi collabora in biblioteca, chi accompagna i bambini disabili in palestra e chi fa servizio in Croce rossa. I difensori dei condannati intanto si preparano a fare appello. «Non si trattava di devastazione e saccheggio – spiega Vallone – ma di furto o danneggiamento. È stata una partecipazione circostanziata al negozio Gucci. Non un’azione predatoria premeditata, ma un fatto improvvisato, avvenuto a manifestazione già terminata».

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