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Cronaca
CAMBIANO

Nicolò, folgorato sul vagone: «Ho acceso un cero in chiesa»

Il 14enne racconta quel giorno: «La scossa, poi non ricordo più nulla»

Sono saliti in due sopra i vagoni parcheggiati a Cambiano: «Volevamo solo parlare, ci sono delle foto che lo dimostrano» assicura Nicolò Mancuso. Però lui, 15 anni ancora da compiere, ha rischiato la vita: «Devo aver preso la scossa e sono finito di sotto». Poi è andato in arresto cardiaco ed è stato salvato da una signora di passaggio: «Il suo massaggio ha fatto la differenza – non si nasconde il papà, Massimiliano – Nicolò è un miracolato. Infatti l’ho portato ad accendere un cero nella chiesa di Santena».

Sono passate quasi tre settimane dalla caduta avvenuta il 20 marzo, a due passi dalla stazione ferroviaria di Cambiano. Ora Nicolò Mancuso sta bene: è stato dimesso dal Cto, è nella sua casa santenese ed è anche tornato a scuola. «Sta prendendo delle pastiglie miorilassanti per accompagnare il recupero e superare lo shock – riporta il padre – La prossima settimana comincerà le sedute dallo psicologo».

Lo aiuterà a ricordare e superare quello che è successo alle 17 del 20 marzo: «Non è andata come ha detto qualcuno – garantisce Nicolò, 15 anni a giugno – Volevamo solo sederci a parlare. Ci sono delle foto che lo dimostrano ma non siamo saliti per scattarle. Purtroppo non abbiamo pensato al pericolo: il cavo era distante, non credevo che ci fosse un arco elettrico». Poi cos’è successo? «So di aver fatto uno scalino per scendere. Subito dopo ho sentito un brivido lungo la schiena e ho detto: “Ho preso la scossa”. Poi il buio: da quel momento, il mio primo ricordo è fuori dal Cto, con la mia ragazza che mi accompagna in carrozzina. Era il martedì, quando mi hanno svegliato».

In mezzo c’è stato il massaggio cardiaco fatto dagli amici e da una signora di passaggio, Paola Pavone. Poi due giorni di cure in ospedale e di tensione per chi aspettava notizie: «La signora è venuta a trovarlo appena l’hanno dimesso – interviene il padre – L’abbiamo ringraziata perché dicono che il suo intervento abbia fatto la differenza. Aveva imparato il massaggio cardiaco quando è nato suo figlio e poi ha salvato la vita al mio».

Papà Massimiliano, consigliere comunale a Santena, ha voluto ringraziare anche qualcun altro: «Sì, mi ha portato ad accendere una candela in chiesa – racconta ancora Nicolò – Ci volevo andare anch’io perché mi sono reso conto dell’errore che ho fatto e di quanto mi sia andata bene: l’ho capito vedendo la preoccupazione degli altri, a partire dai miei genitori. Mi spiace solo che forse non vedano quanto ci sto male anch’io».

Il ragazzino “miracolato” scoppia a piangere e il padre lo abbraccia. Poi aggiunge: «È stata dura per tutti, mio figlio ha fatto una ragazzata come abbiamo fatto tutti. Lui ha rischiato di pagarla cara ma gli è andata bene. Ora deve riconquistarsi la nostra fiducia».

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