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EDITORIALE DEL GIORNO

Niccolò

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Questa è la storia di un cacciatore con la fionda, di un cercatore paziente di funghi, di un raccoglitore di mirtilli per una società che ha fame. Niccolò è un cronista del nostro giornale, un giornalista con partita Iva pagato “a pezzo”, con tariffe che son quelle che il mercato offre, anche nei giornaloni a tiratura nazionale. Sono i primi gradini di una carriera che lui a 30 anni scala, invaghito com’è di un mestiere vecchio (antico no, nacque con i giornali nel ‘700) come lo ero io quando andai a studiare alla Sorbona nel ’64 sognando di passare poi alla scuola superiore di giornalismo, unica allora in Europa insieme a quella di Ginevra. Fra Parigi e Ginevra, non c’era gara. Invaghito com’ero io quando entrai a Stampa Sera nel 1966, licenziato dopo pochi giorni perché il mio posto era stato promesso a un raccomandato. Invaghito com’ero io quando scrissi per decenni gratis su Calciofilm, solo per vedere la mia firma in edicola, pagata per essere letta. Niccolò è uno di quelli che si alzano presto e rastrellano tutto il giorno i quartieri per trovare le notizie che voi leggete. Le sue fonti? Il popolo: negozianti, baristi, tabaccai, gente. Gli ho chiesto chi parlasse più volentieri. Mi ha risposto: “non c’è categoria. Gli informatori te li fai in anni di lavoro sul marciapiede. I cinesi sono i più diffidenti, i sudamericani i più chiacchieroni, gli europei dell’est i più informati…” Niccolò porta ogni giorno il suo carniere pieno in redazione e lo rovescia sul tavolo, dove i redattori ravanano e scelgono cosa pubblicare. Sono quelli come lui che fanno vivere il giornale. Io aggiungo solo fronzoli, e non sempre giusti. Grazie, bòcia.

collino@cronacaqui.it

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