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Economia
IL METEO Improvviso colpo di coda dell’inverno, ma da domani torna il sole e la colonnina di mercurio salirà

Nevicate di Primavera nel torinese: gli agricoltori temono nuove gelate

Anche nel Pinerolese e a Prali 30-50 centimetri a mille metri. L’allarme dei viticoltori: «Il gelo in questa stagione rischia di cancellare le vendemmie del prossimo autunno»
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La tempesta prima della quiete, esattamente il contrario di quanto cantava il poeta. Infatti l’ultimo colpo di coda dell’inverno è tornato a imbiancare gran parte delle vallate piemontesi con rovesci di neve che, la notte scorsa, si sono spinti fino a 500-600 metri, ma il freddo fuori stagione si è fatto sentire anche in pianura dove, tra piogge e rovesci ormai in esaurimento, i termometri nella mattinata di venerdì sono ancora fermi sui 5-6 gradi.

La nevicata di ieri notte è stata più intensa sui settori di bassa e media valle del Torinese, soprattutto sulle valli di Lanzo e del Pinerolese dove intorno ai 1000 -1300 metri sono scesi più di 30 centimetri di neve fresca (33 centimetri a Forno Alpi Graie e 30 centimetri a Prali, riferisce l’Arpa Piemonte), ma in generale tra Cuneese e Torinese si contano diffusamente dai 10 ai 20 centimetri di neve fresca oltre i 1000 -1500 metri, con depositi più modesti sui settori più interni dell’alta Valle di Susa e sulle vallate del Piemonte settentrionale.

«Una circolazione depressionaria – scrive l’Arpa nel bollettino diffuso ieri – attualmente localizzata a ovest dell’arco alpino determinerà ancora annuvolamenti e precipitazioni sul Piemonte occidentale e meridionale. Il suo progressivo allontanamento verso le isole Baleari favorirà un miglioramento del tempo sul territorio piemontese. La successiva lenta traslazione verso est della depressione avrà come effetto prevalente sul Piemonte il mantenimento di temperature inferiori alla norma del periodo, mentre il cielo sarà in prevalenza soleggiato, a eccezione di nubi cumuliformi nel pomeriggio di domenica».

Quella di venerdì è la terza nevicata sulle Alpi di questo strano aprile iniziato con temperature quasi estive, per poi virare velocemente al freddo con una storica ondata di gelo tardivo, seguita negli ultimi giorni da una serie di impulsi perturbati con correnti fredde orientali. Per quanto riguarda le zone alpine si tratta di episodi che rientrano ancora nella climatologia di aprile, mentre l’anomalia è più marcata a bassa quota dove temporanee imbiancate intorno ai 500-600 metri, per quanto non eccezionali, stanno diventando sempre più rare.

Nel pomeriggio di oggi è atteso un miglioramento del tempo, in vista di una giornata più soleggiata domani, ma con i rasserenamenti nella notte tornerà il gelo anche a bassa quota. Ed è proprio il gelo ad allarmare gli agricoltori. Un preddo che ha già minato, secondo la Coldiretti, parte dei raccolti e che potrebbe ulteriormente peggiorare le cose. Allarme anche da parte dei viticoltori che temono le «gelate primaverili» come le peggiori per la produzione vitivinicola.

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