MIRAFIORI SUD

Nessuno vuole la piscina E13. E il bando va di nuovo deserto

L’impianto è chiuso da tre anni causa elevati costi di gestione

La piscina E13 di strada Castello di Mirafiori

Cuffie e costume, per il momento, dovranno restare nel cassetto di casa. Perché la piscina E13 di strada Castello di Mirafiori 55, chiusa ormai dal maggio 2017, non riaprirà i battenti. Il bando per affidarla in gestione, pubblicato poco prima delle festività natalizie, è andato desolatamente deserto. Nessun ente o associazione ha infatti voluto farsi carico dell’impianto, giudicato troppo piccolo – circa 20 metri per 6 con appena tre corsie – e poco appetibile perché un po’ datato e perché le spese per fare i lavori sono alte.

«Parliamo di una struttura non certo gigantesca e che può contenere un’utenza ridotta. Tuttavia, i costi manutentivi non sono di poco conto», spiega Vito Gentile, coordinatore della commissione Sport in circoscrizione Due. Situazione, questa, che ha scoraggiato i potenziali soggetti interessati. Con tanti saluti alle speranze degli abitanti del quartiere, soprattutto gli anziani che alla E13 si trovavano bene e in questi anni sono stati costretti a spostarsi alla Torrazza o alla Gaidano. La piscina di strada Castello, un tempo gestita da Acsi e Csi, aveva chiuso nel 2017 a causa delle spese elevate per la sua gestione. Ma il quartiere Mirafiori Sud non si era arreso, al punto che nel settembre 2018, cioè un anno dopo la chiusura forzata, gli abitanti avevano intrapreso una raccolta firme. Va detto che anche l’avviso per la concessione si era fatto attendere oltre il dovuto, sia per le lungaggini burocratiche che per il cattivo stato dell’impianto, visto che uno degli ultimi sopralluoghi aveva evidenziato la rottura di un’uscita di sicurezza, condizioni igieniche non buone e la presenza di materiali da rimuovere.

E ora che il bando è andato deserto, in Circoscrizione sono indecisi sul da farsi. «L’idea è di riproporre la concessione sperando nell’arrivo di qualche associazione più importante – conclude Gentile – altrimenti saremo costretti a restituire le chiavi al Comune».

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