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CORSO GROSSETO

Nessuno rispetta i trenta all’ora. Cavalcavia chiuso a metà luglio

I nuovi limiti di velocità erano stati introdotti per evitare altri crolli

Il cavalcavia di corso Grosseto chiuderà in via definitiva intorno alla metà del mese di luglio, sbarrando la strada ai veicoli a tutti e tre gli accessi esistenti. Giusto il tempo di aspettare la fine della maturità e il temuto ponte, che da marzo è finito nell’occhio del ciclone per via di ripetute cadute di calcinacci, diventerà off-limits al traffico di auto e camion. La Città di Torino si prenderà poi del tempo per calcolare i flussi di traffico, e quindi valutare l’impatto ambientale, attorno a quella che sarà la futura area di cantiere per la realizzazione del collegamento della linea Torino-Ceres, con la rete Rfi lungo corso Grosseto stesso. I lavori, che in un primo momento dovevano partire proprio questo mese, sono slittati e le previsioni danno ora il via alle operazioni nel mese di settembre, quindi con la ripresa delle lezioni nelle principali scuole e il ritorno a lavoro dei torinesi dalle ferie.

Una buona notizia per chi, preoccupato dai crolli, ne chiedeva l’abbattimento e il progetto di riqualificazione della grossa piazza tramite una rotonda. Negli ultimi tre mesi, del resto, non sono certo mancate le lamentele e le polemiche. Dopo il secondo cedimento strutturale di calcinacci in due mesi è suonato l’allarme per quei divieti imposti dall’amministrazione comunale ma mai rispettati. L’istituzione del limite dei 30 chilometri all’ora sul vecchio ponte non è stato nemmeno considerato dagli automobilisti, tanto che basta fare un giro in zona in un qualsiasi giorno, e a una qualsiasi ora, per vedere a che velocità i veicoli entrano ed escono dal cavalcavia.

Ancora più incredibile è la questione delle porte montate per impedire l’accesso ai mezzi di peso complessivo superiore a 3,5 tonnellate e di altezza superiore a 2 metri e 70. Il provvedimento anti mezzi pesanti, voluto da Palazzo Civico, è durato sì e no una manciata di ore. Il tempo necessario ad un camion in transito sul corso per abbatterne, involontariamente, una. E dal giorno successivo le porte, pagate e mai utilizzate, sono rimaste completamente spalancate. Tanto da far gridare allo scandalo. Pericoli sono poi stati segnalati anche sotto le campate, negli spazi utilizzati come posteggio, dove ad un’analisi attenta si trovano parti di laterizio di dimensioni ragguardevoli precipitati dalla struttura.

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