lo russo cirio draghi
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Nessuno può farcela da solo

Ormai è chiaro. Di fronte a questa crisi energetica frutto della guerra e di vergognose speculazioni, nessuno, da solo, ce la può fare. Non possono farcela le famiglie e non possono farcela le imprese. Ma anche le Regioni, i Comuni e tutti gli altri enti che costituiscono il motore del nostro Paese e che, senza aiuti, rischiano di essere relegati al ruolo di boia, con la mannaia in mano, a decidere dove e quanto tagliare, riducendo servizi fondamentali come la sanità, i trasporti e l’istruzione. Ieri raccontavamo di come questa crisi rischi di travolgere tutti gli uffici della nostra amministrazione, visto che i contratti di fornitura di energia sono in scadenza e la ricerca di fornitori potrebbe chiudersi con un fuggi fuggi generale. E oggi si aggiunge un’altra tessera al triste mosaico delle conseguenze di questi rincari folli, con un appello congiunto di Regione e Comune che chiedono al governo un aiuto indifferibile per salvare il mondo dello sport. Che non è quello dei campioni di serie A, ma l’enorme universo delle società dilettantistiche, delle piscine e dei palazzetti che semplicemente, senza interventi indifferibili, potrebbero chiudere i battenti. Per ora, ciascuno ha cercato una ricetta per sopravvivere. Rinunciando agli allenamenti serali, riducendo il tempo delle docce. Ma qualcuno ha già alzato bandiera bianca. E le prospettive degli altri sono nere. Ben venga, allora, la terza lettera firmata Cirio e Lo Russo, dopo quelle per sostenere famiglie e imprese. Una unità di intenti che vada oltre le barriere ideologiche di partenza, quando il gioco si fa duro, è fondamentale. Ma il pungolo degli appelli non basta. Servono risposte, immediate, e servono soldi veri. Che il governo dovrà trovare, e poi decidere a chi dare. Se sarà il caso, alzando la voce in una quell’Europea che pare unita soltanto nel nome. O quando si parla di frivolezze come la denominazione dei vini o dei formaggi.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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