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IL FATTO In aumento, rispetto al 2019, il numero di donatori

Neppure il Covid ferma i trapianti di organi: il primato piemontese

Gli interventi proseguono nonostante l’emergenza: «La nostra forza sono impegno e spirito di squadra»

Quando tutto sembra ruotare attorno al male invisibile, il Covid-19, c’è una zona d’ombra che continua a lavorare incessantemente, in silenzio, senza alzare la testa, grazie alla resilienza di medici e infermieri che, nel complesso lavoro di migliorare la vita dei pazienti affetti da malattie che non sarebbero affrontabili senza interventi salvavita, effettuano ogni giorno i trapianti d’organo. Il Covid-19 non ferma dunque le donazioni – che non devono mai mancare – e i trapianti in Piemonte e Valle d’Aosta. Lo attestano i dati di attività al 30 settembre 2020 pubblicati dal Centro regionale trapianti, positivi in tutte le variabili che contribuiscono al buon successo del sistema.

Il territorio piemontese è al primo posto per numero di donatori: 34,6 per milione, rispetto ai 27,2 del nord, ai 30,4 del centro e ai 12,7 del sud e isole, valore in crescita rispetto al 2019 in cui si contavano 30.6 donatori per milione.

I trapianti di rene sono stati 184, quelli di fegato 114, quelli di cuore 221, cui vanno aggiunti 12 trapianti combinati (6 di rene e fegato, 4 di rene e pancreas, 1 di rene e polmone, 1 rene/pancreas/polmone).

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