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Buonanotte

Fa nen la pieuva

Sarà la pioggia, l’equinozio, il capodanno ebraico, ma oggi m’è presa cupa. Il mondo mi piace sempre meno. Perché? La Bibbia dice “Ho preso in odio la vita perché mi è sgradito quanto si fa sotto il sole” (Qoelèt, 2-17). Dovrebbe essere quella l’aspirina contro il dolore esistenziale da partenza imminente. Ho ancora fame di vita, e sapere di dovermi alzare da tavola mi arreca disagio. Per alleviarlo paiono inventati a bella posta dalla natura il mio decadere fisico e mentale (minore fame) e la conseguente valutazione distorta di ciò che mi accade intorno (minore bontà dei cibi). Se poi non bastano le aspirine, ci sono le droghe pesanti: un intero campionario di religioni, sciamanerie ed altre filosofie orientali insegna a vincere la fame in pieno banchetto. Ma io non ci sto. Mi è sempre parsa una fregatura morire vivendo. Una requies aeterna anticipata. Chi vuole staccarmi dal mondo materiale cerca di evitarmi il disagio di dovermi alzare da tavola affamato di passioni, ma intanto me le fa lasciare in anticipo. Cerca di placare il mio appetito materiale e di stimolare quello spirituale, prospettandomi mense ultraterrene, ma intanto mi fa digiunare. Vorrei tanto crederci, a quelle mense, ma credere significa aver fede e la fede non è in vendita. L’ormone è quieto, ormai, il fiato corto, il passo incerto, e nel sonno c’è l’ansia di perdere, dormendo, il gran finale. Tutto continuerà, dopo, in questo mondo e magari sarà bello anche l’altro, ma mi girano le balle lo stesso. Aspetta… ho detto girar le balle? Ma è testosterone! Veterano, malconcio e sublimato, ma pur sempre ormone. Niente: sono un portatore di fede asintomatico.

collino@cronacaqui.it

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