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UNITÀ DI CRISI. Sono stati eseguiti i primi 13mila tamponi

Nelle Rsa si è agito tardi. La Regione dà i numeri ma non sono completi

I dati indicano come positivi il 40% degli ospiti. Non disponibili quelli dei deceduti ad aprile

Ci si aspettava di più dalla conferenza stampa indetta ieri sera dall’unità di crisi sulla situazione in cui versano le 750 Rsa del Piemonte. Se da un lato può consolare che dalla scorsa settimana è «cominciato un monitoraggio e che ogni lunedì tutte le strutture dovranno informare l’unità di crisi» sull’andamento dell’epidemia all’interno delle residenze per anziani, dall’altro appare evidente che tale monitoraggio risulta tardivo e che, meglio sarebbe stato, se fosse iniziato un mese fa, come invocato a più riprese dai responsabili degli ospizi. Comunque, il lavoro è cominciato e sono stati effettuati, nella seconda settimana di aprile un totale di poco superiore ai 13mila tamponi. Test che hanno evidenziato la positività del 40% degli ospiti e del 30% degli operatori.

Numeri ancora insignificanti e insufficienti per un dato statistico credibile, specie se si considera che la popolazione residente nelle Rsa, dell’intero Piemonte si aggira attorno alle 50mila unità. Insoddisfacenti anche i dati relativi ai decessi, riferibili esclusivamente al primo trimestre del 2020 (2.800 morti contro i 2.467 relativi allo stesso periodo dello scorso anno).

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