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L’ALLARME

Nelle farmacie mancano i medicinali: «Siamo senza sciroppi e antibiotici»

Federfarma conferma il problema: «Dipendiamo dai ritardi dei produttori cinesi e indiani»

Nelle farmacie mancano Gaviscon, Tachipirina e tutti i medicinali a base d’ibuprofene: «Adesso servono per tosse e influenza ma noi siamo senza: lo sciroppo per bambini non arriva addirittura da luglio» lancia l’allarme Francesca Portis, titolare dell’omonima farmacia di via Madama Cristina. Ma il problema è condiviso anche da tanti suoi colleghi, anche se Portis è la più preoccupata: «Persino l’antibiotico Augmentin arriva a singhiozzo: una situazione del genere non è mai capitata. Il problema è che, per farmaci come lo sciroppo per bambini, non abbiamo alternative da offrire».

Alessandra Vinci, direttrice della farmacia di Borgo Po, segnala anche l’assenza dello Zooloft, un antidepressivo. Aggiunge Cristina Baresone della farmacia San Donato: «Ora stiamo andando meglio ma i farmaci continuano ad arrivare a singhiozzo. Qualche cliente si lamenta ma purtroppo non dipende da noi. Noi cerchiamo di tamponare con i “generici”. Poi, se mancano anche quelli, rimandiamo ai medici».

Prova a ridimensionare il fenomeno Davide Cocirio, amministratore delegato di Farmacie comunali Torino: «Ci sono state delle mancanze ma i farmaci equivalenti ci sono sempre stati, fra alti e bassi. E medicinali salvavita non sono mai mancati».

Nessuno sa darsi una spiegazione: «All’inizio pensavamo che mancasse la materia prima, poi si è parlato della guerra. Però in altre regioni questo problema non c’è» considera Portis. Riflette Cocirio, che è anche consigliere di Federfarma Torino e vicepresidente di Unifarma distribuzione«L’Agenzia italiana del farmaco dichiara problemi di produzione ma credo c’entri anche il confezionamento, visto che vetro, carta e alluminio mancano e costano sempre di più. Poi i grossi siti produttivi sono tutti in Cina e India, che ora fanno partire le navi solo quando sono pieni. Quindi i container arrivano ogni 15-20 giorni invece di 7».

Interviene Portis: «Dalle aziende ci hanno detto che la domanda ha superato l’offerta, soprattutto per i prodotti a base di ibuprofene». Concorda Elena Secchi della farmacia Caruso di corso Belgo: «Vengono usati molto per la cura contro il Covid, sia negli ospedali che nelle terapie domiciliari. In questo periodo, con l’aumento dei casi, a noi arrivano meno». Vinci azzarda un’altra ipotesi: «Forse è una questione di produzione e distribuzione: le aziende mandano più farmaci dove glieli pagano di più».

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