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E’ successo ieri pomeriggio ad Ivrea

Nell’auto con lo stereo a tutto volume e la patente scaduta: scappa per evitare un controllo. Acciuffato

L’uomo, 55 anni, ha tentato di investire uno dei carabinieri che gli si era avvicinato. E’ stato inseguito e arrestato dopo un inseguimento

Al volante con la patente scaduta e lo stereo a tutto volune, scappa per evitare un controllo. I carabinieri lo inseguono e per lui scattano le manette. E’ successo ieri pomeriggio (domenica 19 gennaio), all’ora di pranzo, ad Ivrea, dove i militari del nucleo operativo e radiomobile della locale compagnia dell’Arma hanno arrestato per violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale il 55enne A.E.M., residente a Ivrea, impiegato, pregiudicato.

NELL’AUTO CON LO STEREO A TUTTO VOLUME
L’uomo era fermo, in strada, nella sua auto, una Citroen C3, regolarmente parcheggiata, con i finestrini aperti. Stava recando disturbo alla quiete domenicale, utilizzando lo stereo a tutto volume. La cosa era stata segnalata ai carabinieri della locale stazione dell’Arma, i quali si erano mossi per raggiungerlo.

TENTA DI INVESTIRE DUE CARABINIERI
Nella circostanza, i militari, dopo essersi avvicinati alla vettura per chiedere all’automobilista di abbassare il volume della musica, restavano a dir poco sorpresi dall’inaspettata reazione del conducente il quale, dopo aver improvvisamente avviato il veicolo e provato rapidamente ad allontanarsi, per evitare il controllo, ha tentato addirittura di investire uno dei due carabinieri, dandosi alla precipitosa fuga in direzione di Ivrea.

SCATTA L’INSEGUIMENTO PER LE VIE DEL CENTRO
Nel frattempo, un equipaggio del nucleo radiomobile, in transito, ha intercettato la Citroen del fuggitivo, lanciata a forte velocità lungo le vie del centro, ponendosi al suo inseguimento e riuscendo, dopo alcuni chilometri, a bloccarla, con non poche difficoltà, all’altezza di Corso Nigra.

SARA’ SOTTOPOSTO A GIUDIZIO PER DIRETTISSIMA
Il 55enne, sottoposto a controlli, è risultato in possesso di patente di guida scaduta da pochi mesi. Accompagnato in caserma, non ha saputo fornire ragionevoli spiegazioni in merito alla sua condotta. A quel punto è stato tratto in arresto e trattenuto, a disposizione dell’autorità giudiziaria in una delle camere di sicurezza del comando, in attesa di essere sottoposto a giudizio direttissimo.

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