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IL REPORTAGE Crescono i giacigli di fortuna sotto i portici dei corsi e delle piazze auliche della città

Nel “salotto buono” degli invisibili: centro preso d’assalto dai barboni

Viaggio nel mondo parallelo di Torino: i clochard rifiutano i centri d’accoglienza perché pericolosi

Con lo sguardo rivolto verso le vetrine, incantati da questo o quel prodotto in vendita, distratti dal luccichio e dall’opulenza dei negozi, per molti torinesi è difficile accorgersi di quello che avviene tra portici e palazzi storici del centro.

È qui, tra un loggiato e una piazza aulica, sotto gli occhi di tutti eppure invisibili alla maggioranza delle persone, che si cela l’altra faccia del “salotto buono” della città: quella dei disperati che scelgono i dintorni delle vie dello “struscio” come giacigli dove trascorrere le fredde notti di Torino.

Facendo un giro nei luoghi più iconici della città, quello che si nota è un mondo parallelo fatto di solitudine e disperazione. Letti di fortuna, veri e propri accampamenti, senzatetto che mendicano rannicchiati in coperte malconce e sporche un po’ ovunque.

Questo è l’altro volto del centro, quello affollato dai clochard che preferiscono trascorrere una notte al gelo all’idea di doversi rivolgere alle strutture di accoglienza cittadine perché considerate luoghi pericolosi.

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