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Nel “Grande libro della Formula 1” serve che vinca di nuovo un’auto rossa

Oltre milletrecento pagine con la prefazione di Charles Leclerc

Questa è un’annata tribolata, a dir poco, per la Ferrari, però anche nei momenti più neri non si può non pensare a quel che diceva Enzo Ferrari: «Date un foglio di carta a un bambino, dategli dei colori e chiedetegli di disegnare un’automobile, sicuramente la farà rossa». Un aneddoto che fa suo Charles Leclerc, il talento del futuro, nella prefazione a “Il grande libro della Formula 1” (Baldini+Castoldi, 30 euro) di Luca Dal Monte e Umberto Zapelloni.

La storia della Formula 1 è un vero e proprio romanzo iniziato il 13 maggio del 1950 in Inghilterra. Da allora sono trascorsi settant’anni, ricchi di avventure, successi, gioie, ma anche di dolori e tragedie. Storie di automobili, ma soprattutto di uomini: uomini che hanno trasformato un piccolo evento motoristico nella più grande manifestazione sportiva internazionale: Juan Manuel Fangio e Alberto Ascari, Graham Hill e Jim Clark, Jackie Stewart e Niki Lauda. Hanno caratterizzato il loro tempo, in alcuni casi anche al di fuori dell’ambito sportivo: da Gilles Villeneuve ad Ayrton Senna, il lungo duello tra Mika Hakkinen e Michael Schumacher, fino all’ultimo capitolo con Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e gli enfant terrible Charles Leclerc e Max Verstappen. Questo libro, in oltre milletrecento pagine le racconta tutte. Con la speranza, per gli appassionati, di vedere di nuovo una macchina rossa trionfare.

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