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IL REPORTAGE

Nel cuore di Mirafiori tra nuove 500, operai in cassa e doppi turni

Viaggio nello stabilimento di Stellantis

Stellantis apre le porte dello stabilimento di Mirafiori e “svela” alla stampa la sua linea di produzione della 500 elettrica e i test su altri veicoli del gruppo Fca-Psa. E lo fa in un momento particolarmente difficile per l’automotive, tra operai che continuano a essere lasciati a casa, chiusure di stabilimenti, la pandemia e la crisi mondiale dei semiconduttori che rallenta la produzione con tempi lunghissimi in consegna. Tralasciando per un attimo i problemi legati alla produzione, appare evidente che il cambio di paradigma dalla combustione all’elettrico non stia avvenendo. Il motivi? I costi troppo elevati delle auto prodotte e la carenza delle infrastrutture che dovrebbero consentire agli utenti di ricaricare le vetture acquistate a caro prezzo scongiurando il rischio di restare a piedi. Problemi del resto ammessi anche dal country manager di Stellantis, Santo Facili, che ha presentato i nuovi modelli elettrici, con l’obiettivo di incrementare la produzione e la vendita di veicoli “green” nei prossimi anni.

Nonostante le difficoltà, la “fabbrica” di Mirafiori continua a girare: nel tour di ieri blindatissimo (adesivi attaccati alle fotocamere degli smarphone) a bordo di un trenino, rigorosamente elettrico, si vedevano tanti operai al lavoro nell’assemblaggio di altrettante 500 elettrice. Una fabbrica silenziosa e pulita, senza aspiratori, molto diversa quindi dall’immagine canonica della vecchia catena di montaggio. Gli operai comunque gestiscono ancora manualmente tanti passaggi, dallo smistamento dei pezzi, al passaggio dei cavi all’interno dell’abitacolo, fino all’assemblaggio delle portiere, solo per citarne alcuni.

L’ausilio di bracci meccanici viene utilizzato soltanto in alcune fasi, come l’installazione dei vetri. E se i numeri delle vetture sfornate non sono stati forniti, una responsabile di produzione ci ha rivelato che per montare una 500 ci vogliono circa 16 ore (25 per l’intero processo), ciò significherebbe che con l’arrivo del doppio turno previsto per il prossimo gennaio, gli operai potranno terminare il montaggio di un intero veicolo nell’arco della giornata. Per contro preoccupa la situazione lavorativa nel suo complesso, considerando che le uscite incentivate a Mirafiori salgono a 360, con tanto di accordo firmato da tutti i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri. Si aggiungono quindi altre 200 uscite alle 160 già previste dall’intesa firmata a luglio. Il lavoro dunque continua a calare: i dipendenti delle carrozzerie di Mirafiori saranno infatti, dopo le uscite, 2.490, a cui si sommeranno i 1.100 in arrivo dall’Agap di Grugliasco.

Riccardo Levi

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