Operazione della Mobile

‘Ndrangheta, arrestato a Torino fiancheggiatore del latitante Vittorio Raso

In manette il 52enne Alessandro Stano amico di vecchia data del fuggitivo

(foto depositphotos)

Alessandro Stano, 52 anni, ritenuto uno dei principali fiancheggiatori del latitante Vittorio Raso, è stato rintracciato e arrestato a Torino, lo scorso 20 novembre, dagli agenti della squadra mobile di Torino. Stano è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (P.M. dr. Valerio Longi).

L’ARRESTO DEL LATITANTE A BARCELLONA
Appartenente alla ‘ndrangheta calabrese radicata nel capoluogo piemontese, con la carica di “Vangelo“, scrivono gli investigatori, Raso era stato rintracciato e arrestato, lo scorso 10 ottobre scorso, a Barcellona, a seguito di un’articolata indagine della Squadra Mobile di Torino, con la collaborazione delle forze di polizia spagnole.

DALLA SPAGNA LA DROGA PER L’ITALIA
Nonostante una condanna in primo grado a 20 anni di reclusione per traffico di stupefacenti ed un processo attualmente in corso che lo vede imputato anche per usura aggravata dal metodo mafioso, Raso aveva continuato ad inviare dalla Spagna all’Italia svariati carichi di droga, a bordo di mezzi pesanti, grazie alla collaborazione di uomini di fiducia in entrambi i Paesi, tra i quali Stano, suo amico di lunga data.

IL RUOLO DELL’AMICO E COLLABORATORE STANO
Quest’ultimo, dipendente di un noto bar-ristorante ubicato in un centro commerciale, oltre a condurre un fiorente traffico di sostanze stupefacenti a Torino, che acquistava dal Raso (nel solo mese di settembre ne aveva comperato una quantità pagata 68.000 euro in contanti), aveva favorito la latitanza del ricercato in Spagna, consentendogli addirittura di assumere la sua identità.

LA CARTA D’IDENTITA’ CON LA FOTO DELL’ALTRO
Invero, all’atto dell’arresto, la polizia spagnola aveva trovato nella disponibilità di Raso Vittorio la carta d’identità di Stano, da poco ottenuta presso il Comune di residenza, inviata dall’amico al latitante e sulla quale quest’ultimo aveva apposto la propria fotografia.

LA SCARCERAZIONE E LA FUGA
Come noto, un errore della magistratura spagnola ha determinato la liberazione di Raso dopo soli 3 giorni dalla sua cattura e, quantunque le ricerche siano state immediatamente riattivate, il malvivente risulta tuttora irreperibile. Tale imprevedibile circostanza non ha comunque impedito di ricostruire la rete criminale che aveva sino ad allora sostenuto Raso. e gli aveva permesso di far prosperare le sue attività illecite.

L’ARRESTO DEL “BRACCIO DESTRO”
La sera stessa dell’arresto del latitante, infatti, la squadra mobile aveva anche fermato il suo braccio destro, il 59enne Domenico Dell’Osa, che aveva il compito di ricevere lo stupefacente in arrivo a bordo di mezzi pesanti dalla Spagna, distribuirlo poi ai vari clienti e recuperare gli ingenti corrispettivi in denaro contante da far pervenire al Raso. Nell’occasione del fermo, gli investigatori avevano sequestrato, oltre a svariati chili di sostanza stupefacente, anche 360mila euro in contanti, nonché armi con annesso numerosissimo munizionamento.

IL FERMO DEL CORRIERE SPAGNOLO
A pochi giorni di distanza, inoltre, gli stessi investigatori avevano sottoposto a fermo anche il corriere spagnolo (classe 1978), ovvero l’autista abitualmente utilizzato da Raso per condurre i camion carichi di droga dalla penisola iberica fino al magazzino gestito da Dell’Osa. Le casse contenenti lo stupefacente venivano occultate tra i bancali pieni di articoli di profumeria di fascia economica, apparentemente spediti in provincia di Torino da una ditta spagnola: tale stratagemma era stato elaborato per eludere i controlli delle forze dell’ordine., anche nel caso di impiego delle unità cinofile.

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