LE NOSTRE BOCCIOFILE

«Siamo nati dentro una baracca. Ora sogniamo un nuovo futuro»

Campi, saloni e un ristorante nei locali di via Salbertrand

Era il 1961 e Torino, capofila dei festeggiamenti per i 100 anni dell’Unità d’Italia, si presentava molto diversa da come la vediamo oggi. Così come il quartiere Parella, specie nella parte meridionale dell’immenso parco della Pellerina dove gli orti e i giardini nemmeno si contavano.

Proprio in quell’anno così denso di significati, i soci della “Bocciofila Nord” si trasferivano da corso Monte Grappa al numero 99 di via Salbertrand. E ancora qui li si può trovare oggi, anche se la bocciofila è molto cambiata. Dall’iniziale baracca di legno si è infatti passati alla bella struttura multipiano odierna, dotata di ristorante e ampi saloni. Fuori, invece, resistono sempre gli otto campi per giocare alle bocce. A presiedere l’associazione c’è Giorgio Traversa. Ottantasette primavere, Traversa è in carica dalla metà degli anni ’90.

«Perché nessuno – se la ride il “pres” – si vuole prendere questo mal di pancia». In realtà, lui per l’associazione molto ha fatto e molto continua a fare. «Se siamo ancora in piedi, gran parte del merito è suo», affermano gli altri soci. Certo, la crisi dello sport delle bocce non guarda in faccia nessuno e non ha risparmiato nemmeno la “Nord”. Poco più di 250 gli iscritti odierni. Un bel numero, ma siamo lontani dai quasi 500 dell’inizio degli anni ‘2000. Servirebbe, anche qui, un ricambio generazionale, che però non è mai facile da attuare.

Traversa, dall’alto della sua esperienza, sa bene che le bocce sono «uno sport d’altri tempi, che dovrebbe evolversi per non rischiare di scomparire». In realtà, la “Nord” è una bocciofila speciale, che oltre ad avere ottenuto risultati lusinghieri nei vari tornei ha annoverato, negli anni, anche dei dirigenti “illuminati”. Su tutti Orlando Mattutino, ex direttore sportivo, a cui nel 2015 il Coni ha conferito la stella di bronzo al merito sportivo. Un’onorificenza destinata a coloro che si distinguono nel dare lustro allo sport. Anche lui, come il presidente, per la bocciofila ha fatto molto e i suoi consigli sono preziosi ancora oggi quando, al pomeriggio, fa un salto in via Salbertrand per salutare i suoi amici. «Se ci fossero più persone così – affermano i soci – questo sport non vivrebbe di certo la crisi di oggi».

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