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VIA FORLI’ I ladri hanno portato via anche una pistola e un coltello a serramanico

Natale amaro per 30 famiglie: «Il cibo per i poveri è sparito»

Sciacalli in azione nella sede del comitato di Adamo, conosciuto come l’Angelo del quartiere

La serranda piegata in due, la porta forzata e i vetri rotti. Nello stanzino, utilizzato come deposito, tutto all’aria. Il cibo per trenta famiglie indigenti sparito, volatilizzato. Un bel problema, a due passi da Natale, per Adamo, 82 anni, conosciuto in zona Lucento come l’angelo delle popolari. Nella sede del comitato, in via Forlì, i ladri sono tornati a fare la voce grossa. Esattamente come due anni fa.

«Ma ormai – racconta Adamo – vengono a farmi visita ogni sei mesi. E’ un incubo. In quest’occasione sono entrati di pomeriggio, tra le 17.30 e le 19 del 12 dicembre». Forse qualche minuto dopo l’uscita di Adamo dal suo ufficio. Anche in questo caso gli sciacalli sono entrati dal retro e senza pietà gli hanno rubato il cibo che era destinato ai poveri del quartiere. Lasciandolo con un pugno di mosche in mano e tanta amarezza.

«Non so chi sia stato» racconta l’anziano. Ma nel mirino potrebbero esserci proprio dei residenti. Dagli armadietti sono spariti alcuni chili di pasta, quindici confezioni di pelati, sei bottiglie di olio e persino una pistola a tamburo piombata. Appartenente, secondo la versione fornita da Adamo alla polizia, ad un inquilino dello stabile, deceduto da diversi anni. «Non la usavo per difendermi» giura Adamo. «A seguito del decesso del titolare – ricorda il pensionato – mi era stata portata negli uffici del comitato da una persona. Era innocua».

Dai locali, infine, è anche sparito un coltello da collezione a serramanico. «Mi spiace molto – racconta Adamo – perchè ora ho altre dieci famiglie che han bisogno di cibo per il giorno di Natale». Eppure nell’ultimo mese in molti hanno deciso di comprare piccole scorte di legumi in scatola, pasta e passata di pomodoro. Insomma l’occorrente per chi ha un frigo vuoto e non sa come arrivare alla fine del mese.

Beni di prima necessità che Adamo ha comprato e radunato nel suo ufficio, pronti per arrivare sulle tavole dei bisognosi. «Anche se in casa non abbiamo molto ho scelto di dare il mio contributo» racconta una signora che sceglie la via dell’anonimato.

«Ma ora – continua Adamo – ho di nuovo bisogno. Ringrazio chi mi ha aiutato e pregherò perchè si verifichi un altro miracolo». Arrivato a Torino con il treno a vapore, Adamo ha ricevuto nel 2008 dalla Sala Rossa una medaglia per “essersi dedicato agli altri in silenzio”. Un riconoscimento assegnatogli dal consiglio dei seniores che lui tiene sempre in un angolo del suo cuore. Un premio conservato in uno dei cassetti dell’ufficio come simbolo del sudore versato in tutti questi anni.

«Se qualcuno volesse offrire qualcosa per chi ha più bisogno – racconta Adamo – può contattarmi in qualunque istante recandosi presso il comitato inquilini di via Forlì e via Verolengo».

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