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IL REPORTAGE. Il flop delle telecamere al Madre Terasa

Narcosala sotto casa. Le siringhe nel collo ai giardini della morte

Gli impianti non spaventano tossici e spacciatori. Borgo Aurora si rivolta: «Si bucano a tutte le ore»

Visto dall’alto degli enormi palazzoni che si affacciano su corso Vercelli, il Madre Teresa di Calcutta sembra quasi un giardino come tutti gli altri. Con la sua pista da skate, i giochi per i bimbi e persino un percorso per l’arrampicata inaugurato di recente. Eppure basta aspettare le 10 del mattino, forse le 11, per vedere i primi “clienti” accedere dal lato di corso Giulio Cesare. Sono in cinque, camminano di buon passo e seguono un ragazzo di colore. La fotocamera di un cellulare li riprende mentre imboccano un angolo buio, nascosto dalle piante. Pochi minuti dopo si assiste a un veloce scambio: chi ha cinque o dieci euro in tasca li offre al pusher per avere una dose. Scene a cui eravamo abituati fino a un paio d’anni fa, quando la Circoscrizione 7 e il Comune di Torino – ormai bombardati dalle proteste delle famiglie di Aurora – avevano deciso di dotarsi di un potente sistema di occhi elettronici.

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