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Cultura
Santa Maria Maggiore

Museo e biblioteca nella ex Confraternita: «E corsi in oratorio»

Don Domenico Cravero, parroco a Poirino, crede nel concetto di comunità e investe su passato e futuro

«Bisogna investire sul futuro e recuperare il passato». Parola di don Domenico Cravero, arrivato a Poirino sei anni fa. Dal 2019 guida, oltre a Santa Maria Maggiore, le altre tre parrocchie del paese: «Viviamo un momento particolarmente scoraggiante dal punto di vista sociale – premette il sacerdote, che è anche psicologo, sociologo e scrittore – Oggi è difficile guardare con ottimismo al domani ma la parrocchia, così come la politica, deve provare ad agire».

Don Cravero individua due “fronti” su cui lavorare: «Intanto bisogna coltivare tutti i segni di speranza e aprire alla dimensione dell’inaudito, cioè quello che non appare fra i drammi del passato e del presente. Dovremmo provare a superare le preoccupazioni economiche e della pandemia, investendo tanto su giovani e adolescenti: noi lo abbiamo fatto, puntando sull’oratorio come punto di riferimento». Poi c’è l’istituto paritario Amaretti, presente a Poirino dal 1866: «È un ente autonomo ma il parroco ne è il presidente. Ora si chiuderà l’esperienza di gestione delle suore ma continueremo a dare il servizio scolastico ai 200 studenti iscritti».

L’altro fronte, secondo il parroco, è in ambito storico e artistico: «Ci siamo imbarcati in un’impresa importante, con la ristrutturazione della Confraternita dello Spirito Santo: si trova lungo la Passeggiata Marconi ed è stata costruita da laici nel ‘600, come voto dopo la Peste. Da decenni è abbandonata, con il rischio che crolli e che vada perduta per sempre: noi abbiamo deciso di investire per recuperarla e mantenere la sua tradizione laica. Vogliamo che ospiti il museo delle opere del pittore poirinese Paolo Gaidano, oltre al corredo religioso e alla biblioteca della parrocchia». Il cantiere è già partito con una messa di sicurezza valutata 150mila euro: «Il buon senso avrebbe sconsigliato una spesa del genere, almeno secondo i poirinesi. Ma io ho insistito e finalmente i lavori sono cominciati nonostante lungaggini burocratiche impressionisti. Sono convinto che la storia non possa andare perduta, soprattutto quando si parla di un bene sotto tutela come la Confraternita. Anzi, il compito di una comunità parrocchiale è anche prendersi cura del proprio passato. Poi speriamo di riuscire a intercettare ulteriori fondi grazie a bandi».

Il parroco confessa anche un altro sogno rimasto nel cassetto: «Quando sono arrivato in paese, pensavo di realizzare un “fab lab” nella Confraternita, dove organizzare corsi di formazione in ambito scientifico, tecnologico e agricolo: Poirino ne avrebbe bisogno perché c’è un basso livello di scolarità e tante aziende che avrebbero bisogno di personale specializzato». Perché non ancora realizzato quest’obiettivo? «La popolazione non ha sostenuto l’idea, poi è arrivata la pandemia. Ma io ce l’ho ancora in testa: è un altro investimento sulle nuove generazioni, che potrei realizzare in oratorio con l’aiuto della scuola media».

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