Il palazzo delle case Atc di via San Massimo
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VIA SAN MASSIMO

Murales, fotografie e opere: il palazzo Atc diventa museo

L’arte prende vita nello storico stabile dei “Tessitori”

Ci sono i murales nelle cantine, il mosaico sulla porta dell’ascensore, una maxi-tela sul muro e tante altre opere. Nella cornice del progetto “Natale in Arte”, promosso da Acmos col contributo della circoscrizione Uno, lo storico stabile popolare di via San Massimo 31-33 si è trasformato in un vero e proprio museo, prestando le sue pareti a un’esposizione multi-disciplinare che spazia dalla pittura alla scultura, per finire con la fotografia e la poesia. Il tutto grazie a un mix di installazioni realizzate un po’ dagli inquilini, un po’ dai ragazzi della coabitazione – la comunità dei “Tessitori” – e un po’ da artisti veri.

I residenti, grazie a fotocamere usa e getta, hanno immortalato il palazzo Atc nelle sue varie sfaccettature e le immagini sono state fissate nell’atrio per mezzo di fogli in plexiglass. I ragazzi dei Tessitori e i 30 artisti hanno invece realizzato o donato opere proprie. Una delle più curiose è proprio la grande tela su una delle pareti, chiamata “Piluso”. Raffigura la sagoma di Giovanni Battista, ma è fatta di migliaia di ciocche di capelli. Ed è solo una delle tante e curiose installazioni – alcune temporanee, altre permanenti – presenti nel palazzo di via San Massimo. Una festa dell’arte che la scorsa domenica ha vissuto il suo momento clou con l’opening party per la presentazione del progetto.

Palazzo dei Tessitori così chiamato perché nel ‘700 ci abitavano i lavoratori di telai e che in estate aveva già dato vita a un altro progetto. Quello della biblioteca condivisa, un angolo di lettura nell’androne con libri e riviste a disposizione di tutti per leggere e poi restituire in un secondo momento. Un’idea nata dalla passione per la lettura di alcuni inquilini, che ha avuto subito successo e prosegue tuttora. Anche il museo è un esperimento e l’obiettivo è iniziare un percorso espositivo che mixa le energie di residenti, artisti e coabitanti per dare voce a un’unica realtà. Questa volta, nel nome dell’arte.

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