Il padre ed il marito di Erika Colombatto
Cronaca
Madre da nove mesi era originaria di Ciriè

Muore dopo l’intervento per dimagrire, il padre e il marito: “Ora la verità. Chi ha sbagliato paghi”

Erika Colombatto era ricoverata in una clinica del Bergamasco. In un mese aveva già subito quattro interventi

E’ morta a soli 23 anni, in una clinica di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo, dove era stata sottoposta a un intervento di riduzione dello stomaco per perdere peso dopo la gravidanza. Si chiamava Erika Colombatto, era originaria di Cirié, viveva a San Carlo Canavese e aveva una figlia di 9 mesi (Sofia) che ora è rimasta senza la mamma. Sola con papà, Younes Lhou, l’uomo che Erika aveva sposato, un anno fa e che da quel giorno non riesce a darsi pace. “Amo adesso sono a casa nostra mi manchi troppo ti amo sempre“, scrive affranto il giovane sulla sua pagina Facebook.

L’AUTOPSIA PRIMA DEI FUNERALI
Il decesso della donna è avvenuto lo scorso 26 luglio. Ufficialmente il referto medico parla di “arresto cardiaco” in sala operatoria. Tuttavia sul caso sono in corso le indagini della procura di Bergamo, che ha disposto l’autopsia sulla salma della 23enne prima del funerale, che è stato celebrato oggi, al cimitero monumentale di Torino.

I FAMILIARI: “DITECI COSA E’ SUCCESSO”
I familiari della donna vogliono vederci chiaro e annunciano battaglia: “Voglio sapere cosa è successo“, protesta il marito che il giorno stesso della tragedia ha postato, distrutto, sul social network: “Ti amo sempre amore, veramente scusa. Non sono riuscito fare niente però giuro chi ti amo tanto tanto“. Erika Colombatto era stata ricoverata nella clinica del Bergamasco un mese fa. Aveva già subito quattro interventi e cinque anestesie. L’ultimo le si è rivelato fatale: il suo cuore, lo scorso 26 luglio, ha smesso infatti di battere durante l’operazione.

UN GRUPPO FB PER ERIKA
Ora gli amici, il padre Sergio e la madre Alba, hanno lanciato un appello per far luce sulla tragedia. Il fratello della giovane di Ciriè ha anche aperto un gruppo Facebook dedicato a lei ed, insieme ai familiari, ha contattato anche le altre donne che erano ricoverate nella clinica di San Pietro con la 23enne. “Stiamo contattando tutti perché non si può morire così“, hanno scritto i familiari sul social network.

IL PADRE: NON SI PUO’ MORIRE COSI’
Dopo il parto Erika si vedeva grassa. Quei trenta chili presi durante la gravidanza non andavano più via. E così si è sottoposta a un intervento di riduzione allo stomaco. Voleva tornare in forma per lei e per il marito, invece è morta. Ed ora il papà, Sergio, si dispera. E chiede chiarezza. “Voglio la verità. Voglio sapere cos’è successo“, spiega il padre tra i singhiozzi. Mentre la nipotina di pochi mesi chiede continuamente della mamma. “Non si può morire così – continua l’uomo – Qualcuno ha delle responsabilità per quello che è successo e deve pagare“.

ERIKA SI VEDEVA ENORME E VOLEVA DIMAGRIRE
Erika si vedeva enorme. Come tante donne dopo il parto. Suo marito Younes, suo papà, i suoi amici l’avevano accompagnata anche all’ospedale Molinette di Torino. Perché trovasse un conforto, un aiuto ad accettarsi. “I medici delle Molinette le avevano spiegato che non era obesa, che era tutto nella norma“, continua Sergio. “Le avevano proposto dei percorsi di dimagrimento con supporto degli psicologi. E, soprattutto, le avevano sconsigliato di sottoporsi a un intervento di riduzione allo stomaco“. Ma Erika era ostinata: voleva dimagrire a qualunque costo. E così si è rivolta alla clinica di Bergamo. “Un’operazione di routine, così ci avevano detto i dottori“, continua il padre della donna. “E invece mia figlia ora non c’è più…“.

LA NOTA DEL POLICLINICO DI SAN PIETRO
La tac aveva rilevato una fistola. Poi è arrivato il deperimento fisico. “Erika aveva perso 15 chili. Era alimentata con una canula e lamentava insopportabili dolori all’addome. Era terribile vederla in quello stato“, ricordano i suoi cari, che non l’hanno mai lasciata sola. La famiglia intende presentare denuncia ai carabinieri. Nel frattempo il Policlinico San Pietro, tramite una nota, fa sapere di aver chiesto un “riscontro diagnostico per approfondire le cause” della morte della giovane che “si trovava presso la nostra struttura – precisa la direzione sanitaria – per sottoporsi a una procedura di chirurgia bariatrica“. L’esame è stato eseguito venerdì scorso all’ospedale San Raffaele di Milano. La clinica esprime “cordoglio e vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore“, ma ribadisce “piena fiducia ai chirurghi e ai rianimatori dell’ospedale“.

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