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Cronaca
IL CASO

Muore a 53 anni, 6 giorni dopo la dose: somministrato Pfizer, aperta inchiesta

Isabella Stabile aveva 53 anni. E’ il quarto decesso nel Biellese finito sotto la lente dei magistrati

Isabella Stabile aveva 53 anni e viveva a Strona, Comune di mille anime in frazioni sparse nel Biellese. È morta ieri, sei giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Pfizer. Per questo, dopo aver constatato il decesso, il medico legale ha segnalato il caso, e la Procura ha aperto un inchiesta. «Un atto dovuto», hanno spiegato i pm biellesi, necessario per poter disporre quel l’autopsia necessaria a stabilire se vi sia stata o meno una correlazione tra l’assunzione del siero da parte della donna, che a quanto pare non aveva particolari patologie pregresse, e il tragico epilogo. Con Isabella Stabile diventano quattro i biellesi deceduti dopo la somministrazione di un vaccino per i quali è stata aperta un’inchiesta. Per i primi tre, il nesso non è stato riconosciuto.

A metà marzo, a Cossato, era morto Sandro Tognatti, professore di musica di 57 anni, al quale era stata somministrata la prima dose del vaccino Astrazeneca nell’ambito della campagna vaccinale del personale docente. Il suo decesso aveva portato al ritiro di un lotto del vaccino Astrazeneca. L’autopsia aveva però escluso ogni correlazione con il siero anticovid, evidenziando invece un problema cardiaco improvviso nel docente. Dopo i funerali, però, la Procura aveva ordinato l’estumulazione della salma. Con la Procura che aveva accolto la richiesta avanzata dal team che si è occupato dell’ autopsia dell’insegnante di musica, coordinato dal medico legale Roberto Testi. Stando a quanto era trapelato dagli uffici giudiziari, la scelta della riesumazione non avrebbe messo in discussione la mancanza di correlazione tra la morte di Tognatti e la vaccinazione. Piuttosto, avevano spiegato fonti della procura, c’era la volontà di fare ulteriori esami (una analisi sui capelli) per individuare eventuali farmaci che il professore potesse aver assunto. A che punto siano gli accertamenti, al momento, non è noto.

A metà maggio, a Mottalciata, aveva perso la vita Alberto Gazioli, 71 anni, ingegnere. Era stato colto da un attacco cardiaco dopo essere stato vaccinato con Pfizer. La famiglia si era rivolta alla procura, questa volta di Novara perché Grazioli aveva ricevuto la dose di vaccino a Novara. L’autopsia, però, ancora una volta aveva escluso una correlazione con il vaccino. Lo stesso Grazioli, negli anni, aveva confidato ai suoi amici di temere un infarto, dal momento che la sorella era morta per un problema cardiaco simile. La terza vittima era di Valle Mosso, si chiamava Alberto Bozzalli Cassolo, e aveva 61 anni. Anche lui era deceduto quattro giorni dopo la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson. Anche in questo caso, si è escluso che si sia trattato di una reazione avversa.

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