Multe
Economia
LA DENUNCIA Perso il 31% delle sanzioni tra 2005 e 2015

Multe, il grande buco: cancellati 257 milioni e la cifra può crescere

Così rimangono impunite migliaia di violazioni stradali. Il bilancio piange e la voragine rischia di aumentare

Prescritti, radiati, cancellati: 257 milioni di multe non riscossi e mai entrati nelle casse del Comune di Torino. Migliaia di divieti di sosta, passaggi col rosso e limiti di velocità superati per cui i responsabili non hanno avuto conseguenze economiche per i responsabili, visto che non sono mai stati rintracciati da chi avrebbe dovuto farli pagare. Così ci rimettono tutti i torinesi, che avrebbero beneficiato dei soldi attraverso servizi e opere sulla viabilità. Invece quei 257 milioni contribuiscono al disavanzo di bilancio della città, gridando vendetta proprio mentre il sindaco Stefano Lo Russo chiede al Governo un quinto di quella cifra per coprire il “caro energia”. Non solo: i milioni bruciati sono destinati ad aumentare e superare quota 400 milioni se non si troverà il modo di invertire la rotta.

L’indagine dell’esperto

A far emergere questi numeri è Ettore Choc, preside ed insegnante di economia in pensione. Dopo essere stato assessore al bilancio di San Mauro, ha lavorato come consulente della consigliera Eleonora Artesio (Torino in Comune) durante la passata legislatura: «Grazie a quest’attività sono riuscito a recuperare le cifre degli incassi dalle multe, tratti dai bilanci consuntivi del Comune di Torino che sono disponibili anche su internet» premette l’esperto. Il quale entra poi nel merito della sua indagine: «Sono partito analizzando gli “incassi spontanei”, cioè quello che i multati versano in autonomia quando ricevono un verbale, a casa o sul parabrezza». Il risultato fa impressione: dal 2005 al 2021 sono state accertate violazioni al Codice della strada per oltre 1 miliardo e 361 milioni di euro. Di questi, però, gli automobilisti ne hanno versati spontaneamente “solo” 731 milioni: il 56%, poco più della metà. E con una tendenza in netto calo: dal 72% del 2005 al 36% del 2017. Poi la percentuale è risalita, con il 59% del 2020 e il 47% del ’21: «Forse è dovuto all’introduzione dello sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni dalla notifica» ipotizza l’ex insegnante.

I milioni persi in 11 anni

Il problema di questi anni è il recupero del restante 44%, cioè 630 milioni e 500mila euro che gli automobilisti non hanno versato di loro iniziativa. Qui entrano in gioco Soris ed Equitalia con le riscossioni coattive: «Ho preso in esame gli anni dal 2005 al 2015 – premette Choc – Quegli anni sono definitivamente chiusi perché le relative multe sono ormai andate in prescrizione. E intanto le amministrazioni Fassino, Appendino e Lo Russo hanno lanciato cancellazioni straordinarie dei crediti». Dai calcoli dell’esperto, i vigili torinesi avevano accertato 853 milioni e 300mila euro in quegli undici anni. Di questi, però, ne sono stati incassati solo 576 milioni e 200mila. E il resto? Perso perché nessuno è stato in grado di trovare gli automobilisti che hanno commesso le violazioni. O di costringerli a pagare. Stranieri, auto con targhe estere, semplici persone che hanno fatto perdere le loro tracce: «Il risultato è pesante: solo il 69% delle multe stradali comminate è stato incassato e il 31% è stato cancellato senza conseguenze per i trasgressori. Cioè 257 milioni di euro messi a bilancio, mai incassati e ora definitivamente persi. Un premio a chi non paga e una beffa ai cittadini onesti». Nell’ultimo anno preso in analisi dall’esperto, le somme cancellate hanno addirittura uguagliato le somme pagate, 50% degli accertamenti contro il 50% di radiazioni: «È la prova che la società preposta per far pagare chi non paga, la Soris, serve a ben poco» punta il dito Choc.

Le colpe di Soris e del Comune

A conferma di questa tesi, l’ex professore prende in considerazione i versamenti spontanei sul totale delle multe incassate: «Dei 576 milioni incassati dal Comune di Torino per il periodo 2005 – 2015, ben 507,5 milioni sono stati pagati spontaneamente dai cittadini. La riscossione successiva, effetto delle procedure coattive, ha portato poco meno di 69 milioni nell’arco di undici anni. Vale a dire, un modestissimo 12% del totale riscosso». Da qui la necessità di una scossa da parte dell’ente pubblico e di Soris. Altrimenti il buco rischia di crescere ancora: basta calcolare succederebbe se le percentuali del 2005- 2015 restassero invariate anche per il periodo successivo. Cioè il 2016-2021, per cui il Comune può ancora intervenire. In sei anni le violazioni hanno portato multe per 526 milioni e 200mila euro: stimando di nuovo un 31% di fondi non recuperati, Torino perderebbe altri 157 milioni e 860 mila euro. Sommati ai 257 milioni già cancellati, fa più di 414 milioni.

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