VANCHIGLIA

Movida sempre più fracassona. Petizione contro gli schiamazzi

Le firme raccolte tra gli esasperati residenti saranno consegnate al Comune

Una raccolta firme contro la malamovida. E’ l’idea nata dai residenti e commercianti del quartiere Vanchiglia, esasperati per il susseguirsi di weekend alcolici in piazza Santa Giulia, passati tra urla, schiamazzi e spaccio di droga. L’inquinamento acustico fuori ogni limite – confermato anche dalle rilevazioni Arpa in piazza Santa Giulia – ha convinto i cittadini a scendere in campo per riprendersi il quartiere. Già un paio di settimane fa era comparso uno striscione appeso ai balconi contro la movida selvaggia, e ora l’intento è quella di portare la protesta anche a Palazzo Civico.

«L’esposto – dichiara Mirella Berardino del comitato Riprendiamoci Vanchiglia – serve a segnalare una situazione a cui le autorità devono trovare una soluzione». Anche perché i residenti non riescono più a chiudere occhio. Una di questi è Denise: «Vanno avanti a gridare fino all’alba – dice la residente di via Giulia di Barolo – e al mattino ci ritroviamo centinaia di bicchieri di plastica sparsi ovunque, per non parlare delle auto parcheggiate davanti ai portoni e degli spacciatori che si accoltellano». Gaetano vive in via Balbo, a 50 metri dalla piazza «e la strada ogni notte si trasforma in un vespasiano a cielo aperto». Per Jasch Ninni, un artigiano del quartiere, la movida farebbe crescere anche i furti: «Gli schiamazzi coprono il rumore delle effrazioni e non è un caso se negli ultimi mesi i ladri sono già entrati in più di venti attività commerciali».

La petizione, ancora in fase di raccolta adesioni, è nata dopo la relazione di Arpa effettuata grazie alla centralina montata al secondo piano di un palazzo di piazza Santa Giulia. Da maggio a novembre dello scorso anno, a fronte di un valore limite di 50 decibel, si è registrato un livello medio notturno di 67 con punte di 75 durante i weekend. Un aumento di ben 4,5 decibel rispetto al 2015. La relazione inoltre indica che la città sarebbe tenuta, a norma di legge, «a predisporre un piano di risanamento acustico». Ma nonostante ciò, «il Comune non ha mai fatto nulla per impedire questa situazione fuori controllo» si lamentano gli abitanti che promettono battaglia.

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