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GIAVENO Rito abbreviato per i Romano, padre e figlio; il cugino in Corte d’Assise

Motociclista ucciso dopo la lite: una perizia psichiatrica su Eric

Omicidio Gino, la difesa di un imputato punta sulla parziale incapacità di intendere

Due ventenni e un gruppo di bikers, una lite furibonda nel parcheggio di un ristorante, una pistola che fa fuoco, un motociclista, Alessandro Gino, biker degli Hells Angels, ucciso a 47 anni da un proiettile di rimbalzo e un altro travolto in auto e ricoverato con un femore rotto. Una serata tragica, quella del 12 gennaio scorso davanti al rifugio L’Aquila di Giaveno.

E una vendetta che, secondo il pubblico ministero Antonio Smeriglio, fu premeditata. Una versione che però i tre imputati, tutti accusati di omicidio, respingono, pronti a dare battaglia in aula, seppur con riti processuali diversi. Claudio Romano, 55 anni, difeso dall’avvocato Stefano Tizzani, e il figlio Eric, 20 anni, difeso da Silvana Fantini, nell’udienza preliminare di ieri mattina hanno chiesto e ottenuto un abbreviato, condizionato all’audizione dei consulenti. Il lavoro dei periti tecnici, del resto, sarà fondamentale, soprattutto a fronte delle corpose indagini difensive, che comprendono testimonianze, tabulati telefonici, analisi balistiche, cinematiche e medico legali.

Per il solo Eric, a fronte di una consulenza per la difesa che ne ha stabilito la parziale incapacità di intendere e volere al momento del fatto, verrà eseguita una perizia psichiatrica. L’appuntamento per il conferimento dell’incarico al dottor Danilo Bettonte è fissato per il 15 gennaio e la discussione dell’abbreviato dovrebbe concludersi prima della fine di marzo, quando si celebrerà (con rito ordinario) il dibattimento davanti alla Corte d’Assise per il terzo imputato, Manuel Maresciano, coetaneo e cugino di Eric, che è difeso dagli avvocati Andrea Cianci e Piefranco Bottacini e ieri mattina è stato rinviato a giudizio.

Le parti civili saranno otto, tra famigliari della vittima, l’ex moglie, la compagna al momento del delitto e Pierluigi Ozzello, il motociclista travolto e poi ricoverato in ospedale a causa della frattura del femore destro. Per quest’ultimo episodio, gli imputati rispondono di tentato omicidio. Per la sparatoria, di omicidio con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Stando a quanto ricostruito fin qui, fu Eric ad aprire il fuoco esplodendo il proiettile che, dopo aver urtato l’asfalto, uccise Alessandro Gino. Poi, tutti e tre, salirono in auto e fuggirono, investirono Ozzello. E secondo il pm, Antonio Smeriglio, avrebbero agito «previo accordo».

«Già immediatamente – scriveva il pm nell’avviso di conclusione indagini – dopo il litigio verbale, Eric Romano e Manuel Morisciano avevano manifestato l’intenzione di ritornare presso il piazzale per “vendicare” l’affronto a loro giudizio subito, avendo entrambi cercato di coinvolgere nel disegno altre persone, tra le quali il solo Claudio Romano accettava di recarsi con loro, munendosi di armi da fuoco e mantenendo ferma l’intenzione iniziale durante tutto il tempo necessario a raggiungere il luogo del fatto».

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