parisienne suicidio
Cronaca
IL FATTO

Morto con un coltello nel cuore: «Disperato per i troppi debiti»

Sebastiano Ibba, 64 anni, è stato trovato dentro il suo bar di via San Secondo 73

Sebastiano Ibba era dietro il bancone del bar che aveva aperto l’anno scorso, al 73 di via San Secondo. Morto, con un coltello piantato nel petto: «L’ho visto domenica, era disperato perché doveva dei soldi a qualcuno» raccontava ieri pomeriggio la signora Franca, che abita a due passi dal bar “Parisienne”.

Sulla morte del 64enne indagano i carabinieri del Nucleo operativo e della sezione Scientifica del Nucleo investigativo: al momento resta il giallo su quanto successo, anche se l’ipotesi più probabile è che si sia trattato di un gesto volontario.

Ibba era originario della provincia di Sassari ma abitava a San Mauro. Amici e clienti sapevano che aveva contratto dei debiti per rilevare quel locale di via San Secondo angolo via Genovesi, in precedenza occupato da una macelleria.

Prima gestiva il bar Piccolo Ristoro a Parella, dov’era molto conosciuto: «Apprendiamo con sgomento della morte di Sebastiano, ex titolare del bar di via Carrera 149 angolo via Sostegno, dove il nostro Comitato ha svolto alcuni incontri pubblici» si leggeva già ieri sera sulla pagina Facebook Parella Sud-Ovest, comitato spontaneo di cittadini del quartiere. Pare che gli affari nel nuovo locale di via San Secondo non gli andassero troppo bene: «Era disperato perché aveva tanti debiti» riporta Franca, un’anziana che vive da anni a due passi dal bar Parisienne. Amici e conoscenti raccontano la stessa versione. E probabilmente la pandemia e gli aumenti dei costi dell’energia non hanno aiutato la sua situazione.

Di certo lunedì sera il 58enne ha mandato un messaggio di addio e ringraziamento alla ex compagna. È stata lei a provare a chiamarlo nella giornata di ieri e a dare l’allarme: alle 14 Ibba è stato trovato dietro il bancone, in una pozza di sangue e con il coltello conficcato nel petto.

Secondo quanto appurato dai carabinieri, l’esercizio era chiuso dall’interno e non c’erano segni di colluttazione e violenza. Quindi è possibile che si sia trattato di un suicidio, nonostante non ci fossero biglietti di spiegazioni. D’altro canto la scientifica ha cercato tracce di eventuali impronte o sangue sulla saracinesca. Nessun aiuto potrà arrivare dalle telecamere di videosorveglianza: non ce ne sono né all’interno né all’esterno del locale, che alle 19,30 di ieri è stato chiuso e posto sotto sequestro insieme al registratore di cassa.

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