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“Morti sul lavoro: far rispettare le norme esistenti e garantire più formazione e prevenzione”

La deputata torinese Jessica Costanzo commenta l’ultima tragico incidente di Rodallo e spiega il suo impegno contro questa emergenza

La tragica morte sul lavoro dell’operaio della Margatelli Ferroviaria di Rodallo, avvenuta lo scorso 31 maggio, fa salire a 14 le vittime sul lavoro nell’area metropolitana di Torino in questa prima parte di 2021. Sono cifre inaccettabili e non degne di un paese civile. Se poi allarghiamo lo sguardo, notiamo come nell’intero 2020, gli infortuni con esito mortale sono stati 1.270, il 16,6% in più dell’anno precedente (fonte Inail). Tornando al 2021, non possiamo che guardare con sgomento ai dati che testimoniano un’ulteriore crescita degli incidenti mortali: le denunce di morti sul lavoro presentate nei primi tre mesi dell’anno sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 denunce registrate nel primo trimestre del 2020 (+11,4%).

Il tema è ovviamente molto complesso, e riguarda non solo l’ispettorato, ma la messa in sicurezza dei processi produttivi, la prevenzione e la formazione sul campo in tema di sicurezza. Credo che oggi l’emergenza vada presa di petto: non basta promettere un migliaio di ispettori in più, peraltro insufficiente, ma occorre pianificare un vero e proprio piano nazionale che metta in campo tutte le iniziative possibili in termini di formazione sulla sicurezza, di prevenzione e di rispetto delle normative già esistenti e vigenti in materia, ma evidentemente mal applicate.

Il tema degli ispettori introduce quello dei controlli sulla sicurezza nelle aziende, in costante e preoccupante calo per via del numero di ispettori non sufficiente a garantire un monitoraggio approfondito. L’indagine conoscitiva in Commissione da me richiesta sull’Ispettorato del Lavoro ha evidenziato come l’Agenzia Unica in materia di vigilanza costituita nel 2015 con il Jobs Act non abbia funzionato: va rafforzata e perfezionata in materia di autonomia e di risorse. Il primo passo dovrebbe essere quello di permettere a Inps e Inail di aumentare il proprio personale ispettivo, eliminando il precedente blocco delle assunzioni e il cosiddetto “ruolo a esaurimento”. Con l’avvio dell’Ispettorato nazionale del lavoro nel 2015 il ruolo degli ispettori territoriali di Inps e Inail è a esaurimento, cioè i singoli ispettori, con il loro patrimonio di competenze, non verranno rimpiazzati dai rispettivi enti.

Purtroppo credo che “l’ansia da ripresa” dopo un anno e mezzo di pandemia non aiuti in questo senso. Non possiamo consentire che – proprio per le cifre che ho esposto – la ripresa dei ritmi produttivi e lavorativi possa sacrificare la sicurezza sul lavoro, e quindi le vite umane.

Il discorso si allarga inevitabilmente alla recente messa in discussione delle norme sul codice degli appalti: la logica della semplificazione rischia solo di smantellare regole e diritti, e direi che non possiamo proprio permettercelo.

Bene dunque le nuove assunzioni degli ispettori, ma bisogna investire nella formazione e nella prevenzione.

Infine, il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) darà molte risorse per l’innovazione alle aziende, ma credo che andrebbe fatto un ragionamento sull’ipotesi sostenuta da alcuni sindacati di vincolarne l’erogazione all’adozione di misure sulla sicurezza.

Per tutti questi motivi ho interrogato in Commissione Lavoro il ministro Orlando. Mi auguro di ricevere presto risposta.

Jessica Costanzo

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