Il poligono si trovava nel centro commerciale Il Mulino
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PEROSA ARGENTINA

Morì nell’incendio del poligono. Un anno e dieci mesi ai titolari

Concluso il processo per la tragedia del dicembre 2016 al Sottotiro

L’incendio era divampato nel pomeriggio del 9 dicembre 2016 ed era costato la vita a un pensionato torinese di 65 anni. Ieri il gup del Tribunale di Torino Alessandra Pfiffner ha condannato a un anno e 10 mesi Marco Depetris e il figlio Davide, titolari del poligono di tiro che si trova al confine tra Pinasca e Perosa Argentina.

Sottotiro, questo è il nome del poligono, si trovava nel complesso commerciale Il Mulino, nella zona di San Sebastiano. La struttura è stata posto sotto sequestro subito dopo quel tragico fatto e i dipendenti sono stati licenziati.

Michele Manconi aveva 65 anni, ed era un ex dipendente Gtt, abitava a Torino, ma era residente a Orani (Nuoro). Quel giorno si era recato al poligono, che frequentava da anni, con tre amici, per passare un pomeriggio a tirare. Si trovava sulla linea dei 25 metri, quando si è scatenato l’inferno. L’incendio, è poi stato ricostruito, si è originato da una fiammata della pistola che stava utilizzando, un’arma ricaricata artigianalmente. Le immagini delle telecamere interne lo ritraevano nel corridoio di ingresso, fuori dall’area di tiro, quando il rogo ha iniziato a divampare, ma poi inspiegabilmente è tornato indietro, forse per spegnere le fiamme, oppure per cercare la seconda pistola che aveva con sé, probabilmente divorata dal fuoco. Ma può darsi anche che fosse disorientato dal fumo, che l’ha poi soffocato e ucciso nel bagno dove i vigili del fuoco l’hanno trovato, ormai privo di vita.

Le fiamme hanno risparmiato i suoi amici e una quarta persona presente nella struttura, grazie all’intervento di Davide Depetris e dei vigili del fuoco. Durante il processo, il mistero della seconda pistola è passato in secondo piano, ma il confronto si è giocato sul materiale di rivestimento e sulla modalità di ricarica della pistola che ha sparato.

Il gup Pfiffner ha accolto la richiesta del sostituto procuratore di Torino Elisa Pazè: l’8 novembre il pm aveva chiesto nei loro confronti un anno e otto mesi per incendio e omicidio colposo (pena già scontata di un terzo, per il rito abbreviato scelto dagli imputati). Padre e figlio dovranno anche versare alla moglie, alla figlia e al nipote della vittima somme per circa 20mila euro a integrazione di quanto già risarcito dall’assicurazione.

La vicenda, però, non pare destinata a concludersi così: l’avvocato difensore Giulio Pellegrino aveva chiesto l’assoluzione e ora attende di vedere le motivazioni prima di decidere se ricorrere in appello.

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