Neymar
Il Borghese

Morale d’agosto

Nella telenovela di Neymar, il supercalciatore-azienda che, dovesse mai avere problemi a trovare un posto in futuro, potrebbe anche comprarsela la squadra in cui giocare, credo si sia visto e sentito di tutto. Fa ridere la questione di un supposto fair play finanziario cui appellarsi, quando sappiamo benissimo che di fronte alle leggi del mercato nessuna federazione oserà mai muoversi.

Mi fa ridere che le contestazioni a queste cifre folli arrivino da chi, in fondo, ha sempre alimentato un mercato drogato, in cui sponsor, fondi d’investimento e altre figure prosperano e ingrassano. Lo scandalo non è che si paghi 222 milioni (oltre allo stipendio di 50 milioncini l’anno) un calciatore come il brasiliano Neymar: molto peggio il fatto che senza uno stipendio a cinque zeri ormai neppure un giocatore della Primavera accetti di firmare un qualsivoglia contratto…

Sento, tra bar e forum di appassionati, un senso di nausea montante (e falso) segnato da «smettiamo di guardare le partite», «non diamo più soldi a questa gente», «guardiamo altri sport», «parliamone meno sui giornali». Dichiarazioni d’agosto, in fondo. Aspettate che a una squadra venga negato un calcio di rigore o che ne venga assegnato uno all’avversaria per il titolo, poi vedete che fine fanno i buoni propositi di scordare il calcio drogato per abbracciare cause più nobili… Scandalizzarsi non serve a nulla. Provare un po’ di nausea però è il minimo.

Twitter @AMonticone

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