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Montalbano Ong

Dicendo che sul problema immigrazione Salvini ha dietro la maggioranza degli italiani non mi riferisco ai voti presi dalla Lega lo scorso marzo. È stato il blocco dei porti a farlo schizzare nei sondaggi, e di quanto lo vedremo alle europee. Ma intanto in Abruzzo la Lega ha più che raddoppiato i voti, ed è il primo partito. Per quota 100? Per il ni alla Tav e a Maduro? No, per lo stop all’invasione. E allora il sistema reagisce. Prende Montalbano, che al lunedì fa ascolti record (l’altro ieri ha fatto il 49,5% di share, più dell’esordio di Sanremo) e lo veste da immigrazionista. Anzi, lo fa vestire dal compagno Camilleri, che tre anni fa scrive un giallo e ci appiccica come ouverture uno sbarco d’emigranti che con la trama c’entra un fico. Però consente alla tv di mostrare la nave, i migranti sofferenti, il grande concertista fra loro, il morto annegato, gli scafisti stupratori e tutto l’ambaradan buonista. Tutto avulso dal giallo, ma tant’è. È stato aggiunto apposta, chissenefotte della trama. I signori della Rai sono maestri in queste meschinerie. Nel 2000, nella serie poliziesca “La squadra”, un pedofilo napoletano passeggiava con il “Giornale” in mano, mentre quelli che soccorrevano i bambini avevano in tasca “La Repubblica” o “l’Unità”. E in precedenza, nella serie “Un medico in famiglia”, un padre autoritario, maschilista, fedifrago e un po’ tonto veniva inquadrato a lungo mentre leggeva il “Giornale”. Il quotidiano milanese querelò e fu risarcito, ma il danno politico era fatto. Perché sono i voti dei distratti e degli indecisi che spostano l’ago della bilancia, e uno dei modi più efficaci per adescarli è la propaganda subliminale. Tipo un Montalbano pro-accoglienza.

collino@cronacaqui.it

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