Schermata 2017-07-28 alle 08.05.11
News
ORBASSANO

Montagne di rifiuti e abusi edilizi. Ma i rom se la cavano con i ricorsi

Alcune irregolarità risalgono al 2008, gli zingari fanno appello anche all’Europa

Sporcizia, rifiuti ovunque e abusi edilizi. Questi ultimi una vera croce burocratica se si pensa che ad oggi ci sono ancora 12 ricorsi pendenti contro le ordinanze di demolizione emanate dal Comune e in due casi le pratiche stanno andando avanti dal 2008. Nel frattempo i nomadi continuano a stare in terreni agricoli comprati regolarmente su cui hanno costruito casette e villette, senza i permessi. Ieri mattina l’assessore Ettore Puglisi, accompagnato da tecnici comunali e dalla polizia municipale, ha effettuato un sopralluogo dei vari insediamenti nella periferia della città. Sia quelli di etnia rom, che sinti. In totale sul territorio ci sono 268 nomadi, sparsi in vari terreni di loro proprietà. Aree agricole dove però nel tempo sono sorte le abitazioni.

Il quadro che ne è venuto fuori è di una situazione critica dal punto di vista igienico sanitario soprattutto nelle zone dove sono concentrati i nomadi rom. Pochi giorni fa in un campo lungo la circonvallazione esterna, tra quelli messi peggio, era scoppiato un incendio che aveva avvolto alcuni rifiuti accatastati nei pressi dell’ingresso del terreno. Erano intervenuti anche i carabinieri che avevano formalizzato una denuncia.

«Dopo i controlli che sono stati fatti questa mattina (ieri, ndr) – spiega l’assessore Ettore Puglisi -, provvederò ad attivare una serie di accertamenti per la questione dei rifiuti. Serve maggiore decoro in aree dove è a rischio la salute anche di molti bambini. La situazione dei nomadi sul territorio viene comunque mantenuta sotto controllo ». La vera croce sono però gli abusi edilizi. Praticamente ovunque sui terreni agricoli sono nate casette, capanni e anche villette. Ma a seguito delle ordinanze di demolizione, i nomadi hanno inoltrato una serie infinita di ricorsi, ritardando l’eventuale abbattimento dei manufatti irregolari: «Al momento abbiamo due pratiche che sono partite dal 2008 e non sono ancora riuscite ad arrivare alla conclusione – spiega Puglisi -, noi il nostro dovere lo facciamo, ma se poi i tempi della giustizia sono lunghi, abbiamo dei problemi. In un caso il ricorso è stato inoltrato anche alla corte dei diritti dell’uomo. Poi ci sono tre richieste d’intervento al Consiglio di Stato, 6 al Tar, una alla Cassazione e due al Presidente della Repubblica».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo