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QUI TORO. Il talento di Longo si confessa a tutto campo

Il mondo di Millico da NY a Mandela. «E il gol in Europa…»

L’attaccante: «Mia madre ci ha sempre creduto. In futuro vorrei fare l’imprenditore immobiliare»

Sui banchi di scuola amava la matematica e odiava la chimica, e forse mai avrebbe pensato di bruciare le tappe così velocemente. Perché Vincenzo Millico ha fatto tantissima strada, ma soprattutto l’ha percorsa in brevissimo tempo: dall’Atletico Mirafiori alla Juventus quando aveva appena otto anni, poi nel 2012 ha scoperto il granata e non l’ha più lasciato. E se il suo collega e coetaneo Moise Kean lasciava il Toro per andare in bianconero, Millico faceva esattamente il percorso inverso. E da lì, si diceva, non ha più svestito il granata: ha saltato la tappa del prestito per crescere, ha voluto farlo direttamente in prima squadra. Dalla Primavera di Federico Coppitelli, infatti, è subito salito con Walter Mazzarri. E con un biglietto da visita niente male, visto che si presentava con 29 reti in 29 apparizioni durante la stagione 2018/2019, con tanto di Supercoppa Primavera e Coppa Italia alzate al cielo insieme al suo mentore. Attende ancora la chiamata di Paolo Nicolato, attuale commissario tecnico dell’Under 21: ma Millico veste molto bene anche l’azzurro Nazionale, con la trafila nelle giovanili cominciata già nell’Under 16. Con Moreno Longo, però, nessun traguardo è precluso.

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