Mondi e stili diversi

Immagine tratta dal sito ufficiale dei Musei Reali, dove è in programma la mostra

Si è aperta ai musei reali la mostra “I mondi di Riccardo Gualino” dedicata a questo eclettico e cosmopolita magnate del ‘900, raffinato collezionista d’arte e mecenate, i cui interessi spaziarono dalla finanza all’industria meccanica, navale, tessile e petrolchimica, dal settore alimentare a quello immobiliare, dall’arte al cinema. Pochi lo ricordano, e quest’oblio stride con le lodi tributate da sempre ad Adriano Olivetti e a Giovanni Agnelli, il fondatore della Feroce.

Un tratto accomuna questi tre giganti dell’industria: il fallimento. Quello di Gualino fu un vero e proprio crac, che gli costò persino il confino. La Fiat, in più occasioni tecnicamente fallita, fu sempre salvata dal governo. L’Olivetti evaporò, vuotata da svendite e chiusure. Ma se Olivetti viene celebrato per la sua sensibilità verso le maestranze piemontesi, Gualino ebbe pari riguardo per quelle rumene quando a soli 28 anni aprì in Transilvania uno dei più moderni stabilimenti di lavorazione del legname del tempo: costruì un villaggio per operai e impiegati, una mensa e un ospedale.

Agnelli e Gualino ebbero rapporti controversi, ma il senatur patì sempre la raffinatezza e la cultura del rivale. Forse non fu lui a fomentare l’odio del Duce (accanto al quale fu sempre schierato) per il mecenate, ma è certo che due galli in un pollaio difficilmente possono coesistere. Specie quando uno dei due si fa un teatro privato dove vanno in scena le più raffinate pièces, mentre l’altro va al varietà, guarda le ballerine al binocolo, sceglie e manda il segretario a trattare (allora era prassi che le ballerine si concedessero per soldi) e spesso rinuncia davanti a una richiesta troppo esosa. Questione di stile.

collino@cronacaqui.it

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