Vasco Rossi (Depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Molestiodromo da testare

Domani sera a Trento ci sarà la grande rentrée di Vasco Rossi in concerto live, all’aperto. I 120mila biglietti (da 50 a 90 euro in piedi sul prato) sono già esauriti, ora si va solo di bagarinaggio. Non sarà una roba epocale come nel 2017 a Modena (225.173 paganti, record mondiale per un concerto solista), ma 120mila giovani (che non sono esattamente dei Papa boys) sono pur sempre tanti in una cittadina che di abitanti ne fa 118mila. La sede del concerto è un lungo prato fuori porta, grande 27 ettari (come 38 campi di calcio), e per accedervi toccherà scarpinare per 10 km (5 all’andata e 5 al ritorno) perché le navette arrivano solo fino a un certo punto. Allestimento colossale: 10 maxischermi, casse da 750mila watt, palco alto come un palazzo di 9 piani, largo 90 metri e profondo 30, tutto arrivato a Trento con 137 Tir. Il pratone del concerto è grande, ma lungo e stretto, dato che tra autostrada, statale, fiume e ferrovia lo spazio a fondovalle è quello che è: significa che quelli che staranno in fondo vedranno Vasco solo col binocolo, o sul maxischermo più vicino. In quanti si avventureranno nei boschi a lato per godersi il concerto gratis, dall’alto e con in più l’eccitante pericolo degli orsi? E poi, visto che la marea dopo il concerto sciamerà in città, dove tutti i locali resteranno aperti fino all’alba perché è stata proclamata la ‘notte bianca’, non ci sarà a Trento un collettivo LGBT+Q che faccia un comunicato preventivo come quello di Rimini sulle molestie alle donne, e raccolga poi le denunce? Per ora non risulta. Ci saranno solo, come sempre, gli alpini all’ingresso a far servizio d’ordine gratis: òcio, bòcia, sté fermi con lingua e man, se no i ve magna vivi.

collino@cronacaqui.it

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