Le indagini sono partite dal filmato della videosorveglianza
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RIVOLI

Moldava assolda i piromani per punire la rivale in amore

Ha ordinato di dare fuoco a una pizzeria per un uomo conteso

Un uomo conteso. Un litigio tra due donne culminato poi con la vendetta di una delle due.

Sarebbe questo il motivo dell’incendio che il 10 dicembre del 2018 danneggiò il ristorante-pizzeria “Fratelli Milù” di corso Susa a Rivoli. Sulle prime si era ipotizzato come si potesse trattare di un incidente, di un corto circuito o persino di una storia legata al racket. Ma le indagini dei carabinieri della compagnia di Rivoli hanno portato a stabilire prima che si era trattato di un incendio doloso e poi a individuare mandante ed esecutori: una moldava di 32 anni e due romeni, di 25 e 36 anni, ora denunciati. L’accusa per i tre è di danneggiamento seguito da incendio.

L’indagine dei militari è durata un anno. Partendo dalle immagini del sistema di videosorveglianza del locale che avevano mostrato due persone in azione in quella fredda notte, quando il locale era già chiuso da diverse ore. Immagini che mostrano chiaramente un uomo avvicinarsi, dare fuoco e scappare assieme all’altro malvivente. Un rogo partito nel dehors, propagatosi alle tende dell’ingresso del locale, danneggiando anche l’insegna e la zona d’ingresso. L’incendio portò il locale ad una pausa forzata di oltre un mese, fino a quando non venne ripristinata l’intera area danneggiata: solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, chiamati da alcuni automobilisti, evitò il peggio per il locale.

Alcuni interrogatori hanno chiarito ulteriormente la situazione agli inquirenti, che sono riusciti così a dare una identità agli autori materiali dell’incendio e a capire il perché dell’atto doloso. Se i due romeni erano stati individuati praticamente subito, nel corso di pochissimo tempo, è stato molto più complesso per gli inquirenti riuscire a risalire alla moldava. I rumeni, infatti, sono stati assoldati dalla donna, che li ha pagati per incendiare il ristorante e per arrecare un danno allo stesso locale, dove lavorava l’altra donna al centro di questa vicenda.

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