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LA STORIA Il Caffé Alexander ha abbassato le serrande

«Moi, troppo degrado. Addio al nostro locale dopo oltre vent’anni»

La disperazione dei titolari Marisa e Alessandro: «Abbiamo chiesto aiuto ma nessuno ci ascolta»

Il bancone è già stato svuotato, tazzine e bicchieri sono negli scatoloni da qualche giorno insieme a ventitre anni di ricordi e speranze uccise dal degrado. «Quello che resta lo brucio piuttosto di darlo via o vedere un estraneo dietro il nostro bancone».

Marisa Di Bella asciuga le lacrime con la manica del cappotto e stenta a dare un’altra occhiata all’interno di quello che fino a poco tempo fa era il Caffé Alexander, aperto giorno e notte in via Giordano Bruno, a due passi da piazza Galimberti. Alle spalle ci sono quelle Arcate Moi mai riqualificate, «per cui chiunque ha sprecato promesse senza mai mantenerle».

Accanto, le quattro palazzine occupate del Villaggio Olimpico. Qui dello spirito di Torino 2006 non è rimasto nemmeno il ricordo, un sogno arrugginito come le paline rosso cinabro che puntellano il deserto. «Siamo stati abbandonati e la soluzione è questa: chiudere per sempre. A chi dovremmo dire grazie?».

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