piazza baldissera traff
Il Borghese

Mobilità insostenibile

Verrebbe voglia di ironizzare su quanto accaduto in piazza Baldissera e sulla cosiddetta «mobilità insostenibile» che rappresenta, ma direi che i torinesi sul Web hanno già dato il meglio di loro, con lazzi, battute, fotomontaggi divertenti che hanno il grande merito di aver stemperato la tensione attorno alla situazione della rotatoria infernale, come ormai è definita. D’altra parte gli spunti non mancano, anche quelli involontari: lungo corso Vigevano c’è un cartello che avvisa “Traffico difficoltoso. Utilizzare percorsi alternativi”. Già, ma quali? Pare l’invito alle partenze intelligenti durante l’esodo o il controesodo estivo. Comunque la si metta, le auto non possono ancora volare, né sparire magicamente: chiudendo corso Venezia, finiranno di sicuro in via Breglio e via Chiesa della Salute. O via Cigna. Praticamente, almeno per chi arriva dall’autostrada, forse solo corso Giulio Cesare pare in grado di assorbire certi volumi di traffico. E’ che piazza Baldissera rappresenta comunque uno snodo fondamentale. Adesso, in piena confusione mentale, il Comune si affida agli esperti del Politecnico per trovare un nuovo modello viario. Magari uno studio dei flussi sarebbe servito prima di completare l’opera e stabilire per principio che il sottopasso era inutile. Un po’ come fare un’analisi costi-benefici quando lo scavo di un tunnel è già avviato… Per il momento, si rimedia con gli antichi rimedi: vigili urbani in mezzo alla rotatoria e buona fortuna a tutti. Sperando di passare indenni in un tempo inferiore a quei cinquanta minuti di media che pare ci vogliano per superare la rotatoria dell’incubo.

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