stilo barman dei vip
Cronaca
IL CASO

Mistero sulla morte del barman dei vip: il corpo trovato nel parco della Colletta

Il medico legale non rileva segni di violenza su Giancarlo Stilo, ma il magistrato dispone l’autopsia

La morte di Giancarlo Stilo, 59 anni, storico gestore del ristorante del circolo canottieri dell’Esperia è circondata dal mistero. Il corpo senza vita dell’uomo è stato trovato nella mattinata di ieri nel parco della Colletta, nella zona in cui si accede da via Zanella, alle spalle del cimitero Monumentale e nei pressi di un piazzale adibito a parcheggio. A trovare il cadavere dell’uomo è stato un passante che stava portando il cane a sgambare nei prati: «Ho notato subito il corpo di quell’uomo – ha poi riferito ai carabinieri -, prima ho pensato che dormisse, poi mi sono reso conto che era deceduto e ho chiamato il 112». Sul posto sono giunti i militari dell’Arma e il medico legale che, dopo i primi rilievi autoptici effettuati sul posto, «pur non rilevando segni evidenti di violenza» e sospettando il malore come causa del decesso, ha sostenuto che solo l’autopsia potrebbe offrire risposte certe sul perché di una morte avvolta, appunto, da una coltre di mistero. La procura ha dunque disposto gli esami (anche tossicologici) che saranno eseguiti già lunedì dal medico legale Roberto Testi. Stilo, originario della provincia di Salerno, viveva da solo in un appartamento in città, in via Silvio Pellico ed è incensurato. Una persona nota, perché titolare di uno dei ristoranti più alla moda e abilissimo “bartender” all’Esperia dove vi lavorava da 13 anni e dove ieri il personale appariva sconvolto e ammutolito per la ferale notizia della morte del barman dei vip. «Stiamo valutando ogni ipotesi», tagliano corto gli inquirenti che partono da quella del malore, che avrebbe potuto cogliere Stilo non necessariamente nel luogo dove è stato ritrovato il corpo. Da quel che risulta agli investigatori, venerdì il ristoratore avrebbe concluso regolarmente e come sempre la serata e poi sarebbe tornato a casa, almeno così si ipotizza. Allo stato dei fatti non è ancora chiaro se a tarda sera l’uomo si sia recato alla Colletta o vi sia andato solo ieri mattina (l’autopsia lo accerterà, stabilendo l’orario della morte) e se fosse solo o in compagnia di una o più persone. Il parco dista alcuni chilometri dall’abitazione del “bartender” e anche dal circolo Esperia. «Il luogo è isolato e buio», sottolineano gli inquirenti, frequentato di giorno da chi si reca a far visita ai defunti al cimitero o da chi fa una corsa nel parco. Di notte, invece, l’ampio parcheggio alle spalle del Monumentale, è abituale luogo di ritrovo per coppie clandestine e di incontro con travestiti . L’autopsia offrirà le prime risposte sulla causa del decesso, sull’ora e sul luogo che, se non fosse il parco, allora il mistero, invece di chiarirsi, diventerebbe ancora più fitto.

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