INTERVISTA

Il mistero della Tavola Lucana. «E’ più vera dell’“Autoritratto”»

Stefano Gribaldo di Piemonte Musei parla del controverso quadro leonardesco

La Tavola Lucana è stata scoperta nel 2008

La firma di Leonardo sulla Tavola non c’è, «ma del resto non c’è neanche sull’Autoritratto di Torino», sottolinea Stefano Gribaldo. Però, a supporto dell’originalità dell’opera ci sono vari elementi, non ultimo, è ancora Gribaldo, «un’impronta rilevata dai Ris di Parma che combacia al 90 percento con quella lasciata da Leonardo sul codice Atlantico».

Insomma, continua il giallo della Tavola Lucana, scoperta nel 2008 dallo storico dell’arte Nicola Barbatelli e attribuita al genio di Vinci. Il ritratto di tre quarti e di semiprofilo di un uomo con la lunga barba e un copricapo nero, così somigliante al ritratto di Leonardo conservato a Firenze, continua così a far discutere e in attesa che il giallo venga risolto dà bella mostra di sé al pubblico. Il “primo selfie di Leonardo giovane” lo si può ammirare ad Alba nella chiesa di San Domenico nella mostra che si è inaugurata ieri. Promossa da Crc Innova con il contributo di Fondazione Crc , la rassegna è organizzata dal presidente di Re-Interpreta e Piemonte Musei Stefano Gribaldo.

Una Tavola che ad Alba giunge dopo un lungo viaggio.
«Sì, è stata in Messico, in Spagna, a Madrid e in Cina, a Shanghai. E’ stata sdoganata dalla Cina la settimana scorsa ed è giunta in Italia con un volo Shanghai-Qatar-Venezia. Ad Alba rimarrà esposta fino al 5 dicembre e sarà accompagnata da installazioni multimediali e totem che ne raccontano la storia con un docufilm prodotto da Sky Arte e Sydonia».

E dopo Alba?
«Questo di Alba è un pre-opening di una grande che si terrà a Torino al Mastio della Cittadella, dal 6 dicembre al 31 maggio 2020».

È una tavola che ha fatto molto discutere e che sin dal suo ritrovamento ha suscitato non poche polemiche.
«Sono stati dati tantissimi pareri scientifici. Secondo me questo è l’unico ritratto che soddisfa tutte le condizioni storiche, scientifiche, artistiche per essere attribuito a Leonardo. Lo confermano indagini condotte dal Cnr dell’Università Federico II di Napoli, dal Circe-Innova, dall’Università di Chieti, che ha svolto un’indagine fisiognomica».

Dove è stata rinvenuta l’opera?
«Barbatelli l’ha scoperta in una raccolta privata di un nobile salernitano. Il proprietario pensava che si trattasse del ritratto di Galileo Galilei, invece lo storico dell’arte vi ha subito ravvisato le sembianze di Leonardo».

A Torino vedremo la stessa mostra di Alba?
«No, sarà come quella che è stata a Madrid e come a Madrid sarà curata da Christian Galvez. Nei mille metri quadri espositivi troveranno spazio installazioni multimediali, riproduzioni in grandezza reale delle invenzioni di Leonardo, riproduzioni originali dell’epoca del Vasari, percorsi scientifici sui volti di Leonardo e alla fine il pubblico incontrerà la Tavola Lucana».

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