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Cronaca
IL CASO

“Mission impossible” per il passaporto: cinque mesi per avere l’appuntamento

La questura corre ai ripari, ma «la coperta è troppo corta» e servono nuove assunzioni di poliziotti

Vacanze a rischio per i torinesi che intendono trascorrerle nei Paesi esotici o lontani, per raggiungere i quali è necessario esibire il passaporto. Infatti, chi lo deve rifare o rinnovare si trova di fronte ad un muro e non ha altre possibilità, se non quella di ridimensionare le aspettative per le tanto agognate ferie. Oggi, per ottenere un passaporto a Torino e in provincia, sono necessari cinque-sei mesi di attesa. Lo denuncia il leader del Siulp Eugenio Bravo che lamenta una forte carenza di organici. Ma questi ritardi vengono oltremodo evidenziati se ci si prenota via web per ottenere il documento: prime date possibile a metà settembre, 5 posti al commissariato di Bardonecchia. «Ci sono lunghe code davanti agli uffici di polizia – sottolinea Bravo -, nonostante il grande sforzo organizzativo dei poliziotti che, oltre alle pratiche dei passaporti, durante la settimana devono svolgere anche altri servizi, tra i quali quelli di ordine pubblico. Un impiego extra ufficio che impedisce di fatto, nonostante il massimo impegno, la trattazione delle esorbitanti pratiche dei passaporti in corso. Un lavoro estenuante a cura di pochi poliziotti che devono sopperire a migliaia di richieste per passaporti, pratiche amministrative e porti d’arma». E se è vero che i punti di raccolta delle richieste non sono pochi (L’ufficio passaporti alle Porte Palatine, i commissariati Barriera Nizza, San Paolo, Centro, Barriera di Milano, Ivrea e Bardonecchia), resta il fatto che il numero degli addetti è largamente insufficiente e tale criticità potrebbe, molto presto, estendersi anche ad altri servizi. «Nulla possono i poliziotti di questi ritardi – aggiunge Bravo -; la responsabilità di queste lungaggini è da addebitare ad una politica miope e sorda alle istanze più volte addotte dal Siulp e che, solo negli ultimi anni, sta cercando di recuperare il tempo perduto con nuove assunzioni, per quanto purtroppo ancora insufficienti». Insomma, la coperta è decisamente troppo corta, come del resto ha sottolineato anche il questore Vincenzo Ciarambino che sostiene che a Torino sia necessario «duplicare le risorse, che per qualcuno, anni fa, erano addirittura in esubero, tanto che per molto tempo non sono stati banditi concorsi. E invece lavorando con organici sempre più al ribasso, nonostante gli errori e la tanta stanchezza, la nostra parte la facciamo sempre». Infatti, proprio in prossimità del periodo estivo, gli uffici passaporti sono stati rinforzati e non è da escludere che i tempi, già nelle prossime settimane, possano ridursi sensibilmente, specie per i cittadini che hanno necessità del documento per spostamenti di lavoro o di natura sanitaria. Una sommaria dichiarazione è sufficiente per velocizzare l’iter burocratico che, per i passaporti, per i controlli necessari prima di rilasciarlo, è particolarmente complesso. «Ci stiamo organizzando e ci stiamo lavorando – ha detto ancora Ciarambino -. L’istituzione che mi onoro di rappresentare non ha alzato bandiera bianca, la nostra parte la facciamo sempre».

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