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Cronaca
IL FATTO

Mirafiori, proiettile e lettere di minacce dopo gli spari ai giardini tra babygang

Il gesto ai danni della Fondazione Mirafiori. A novembre un ragazzo è stato gambizzato in via Artom

Gli operatori della onlus hanno fatto la spiacevole scoperta di prima mattina, al rientro nella sede dopo il periodo di chiusura dovuto alle vacanze. Il bossolo di un proiettile e un biglietto contenente delle minacce, sono stati recapitati da ignoti sulla porta d’ingresso di via Panetti 1, quartier generale della Fondazione MirafioriUn gesto intimidatorio, compiuto ai danni di un’associazione che da quattordici anni si batte, attraverso tante iniziative, per la riqualificazione di Mirafiori Sud.

«E’ stato un atto davvero intimidatorio, non ho idea di chi possa averlo compiuto. Spero sia stata una bravata. Nemici? Noi collaboriamo con tante realtà del terzo settore, non so a chi possiamo dare fastidio», racconta Anna Rosaria Toma, che oltre ad essere la preside del Primo Levi è anche la presidente della Fondazione Mirafiori. La lettera recapitata insieme al proiettile conteneva una serie di minacce e insulti a un operatore che lavora per i servizi sociali. Una volta fatta la spiacevole scoperta, gli operatori della onlus hanno immediatamente sporto denuncia alla polizia, a cui ora sono affidate le indagini per risalire agli autori del brutto gesto.

Un vile atto compiuto ai danni di chi, dal 2008, insieme a tante altre realtà – tra cui Compagnia di San Paolo – Comune, Università e Politecnico – raccoglie fondi per contribuire a migliorare dal punto di vista ambientale e sociale il difficile quartiere di Mirafiori Sud. Ad esempio con progetti per aiutare gli anziani, le famiglie povere o i giovani. Il tutto in una periferia meridionale della città che ultimamente è tornata a ribollire. Due mesi fa in via Artom, proprio nei giardinetti tra le case popolari di fronte alla sede della onlus, un giovane africano di 17 anni, originario del Mali, è stato ferito alla gamba al termine di una sparatoria. Il tutto dopo una lite tra babygang, per il controllo dello spaccio della droga nella zona. Africani contro italiani hanno scatenato una sorta di “Far West” condito da pistolettate. Una spedizione punitiva che agli abitanti del quartiere con i capelli brizzolati ha fatto tornare in mente la via Artom di un tempo, vale a dire una delle strade più pericolose di tutta Torino.

E pericolosa via Artom lo è stata per decenni, prima che iniziasse la riqualificazione con la demolizione delle “torri” e l’arrivo, tra le tante realtà, anche della Fondazione Mirafiori, onlus che aiuta deboli e bisognosi. E che magari, inconsapevolmente, potrebbe essersi fatta qualche nemico. Del resto ancora a fine novembre, sempre a Mirafiori ma questa volta nell’area Nord, un’altra sparatoria è avvenuta nel cortile delle popolari di corso Agnelli. Ferito, questa volta, un italiano di 21 anni. Anche in quella circostanza, gli inquirenti hanno subito parlato di spedizione punitiva.

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