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Salute
AL REGINA MARGHERITA

Neonato ha un raro tumore al cuore I dottori lo operano durante il parto [VIDEO]

Intervento eccezionale salva la vita al bimbo. La mamma: «E’ il più bel regalo di Natale»

Una storia che sa di miracolo. Miracolo di Natale, come dice la mamma: «È il più bel regalo di Natale che si possa immaginare». E hanno fatto davvero un miracolo i medici del Regina Margherita, che con un intervento chirurgico fuori dal comune hanno salvato la vita a mamma e neonato. Il bimbo era affetto da un tumore cardiaco fetale, malattia molto rara che l’avrebbe portato alla morte. Il tumore, lungo 7,5 centimetri, gli avrebbe infatti impedito di respirare una volta uscito dalla pancia della mamma. Per salvare il neonato, i dottori hanno fatto l’operazione mentre la madre partoriva, grazie alla nuova tecnica Exit.

Il piccolo, pesante 1,9 chili, è stato intubato quando era ancora attaccato alla placenta, poi operato durante il parto dal dottor Carlo Pace, direttore della Cardiochirurgia pediatrica. Asportato il tumore, il paziente è stato dimesso dalla Terapia intensiva cardiochirurgica e ricoverato presso la Terapia intensiva neonatale, dove si trova tuttora e dove la madre, ieri, l’ha abbracciato per la prima volta. Il neonato, chiamato Pietro, è stato assistito dall’equipe diretta dal professor Enrico Bertino della Neonatologia e dall’Anestesia e rianimazione, diretta dal dottor Giorgio Ivani. «La tempestività è stata fondamentale – spiega il professor Bertino -. Stiamo monitorando il piccolo, che ora si allatta col latte materno e sta migliorando il respiro. Ha superato il peso che aveva alla nascita. Siamo soddisfatti del decorso e positivi riguardo al futuro».

Pietro era affetto da una grave malformazione, diagnosticata in epoca prenatale dal centro di Ecografia del Sant’Anna. Una patologia rarissima, in cui la sopravvivenza è possibile solo se il tumore viene asportato alla nascita. La massa tumorale, infatti, occupava quasi tutto il torace e comprimeva cuore e polmoni, con questi ultimi impossibilitati ad espandersi. Da qui la necessità di programmare il parto con l’equipe multispecialistica. La mamma è stata ricoverata due settimane prima di partorire, a causa di uno scompenso ingravescente del bambino, nel reparto di Ginecologia e ostetricia. Una lotta contro il tempo, e durante il ricovero, per guadagnare giorni vista la prematurità del feto, sono state somministrate alla madre terapie innovative per correggere lo scompenso fetale. È stato così possibile arrivare a 33 settimane. Insomma, un grande gioco di squadra dei medici. «Un lavoro che conferma l’eccellenza della Città della Salute», il commento del governatore Alberto Cirio. «Quando vedevo il mio bimbo nell’incubatrice – ha detto la mamma – ero preoccupata, ma sono sempre stata fiduciosa. Ora sono sollevata, presto saremo tutti a casa».

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