CANDIOLO

Minacce di morte e insulti ai vigili: “Gli agenti sono vomito di cane”

Denunciato un uomo per un post offensivo su Facebook

Chiama gli agenti della polizia municipale “vomito di cane” su Facebook e si becca una denuncia. Nuovo caso dei cosiddetti “leoni da tastiera” che usano i socialnetwork per inveire contro chiunque, pensando che tutto sia consentito, finendo poi nei pasticci. Il caso è saltato agli occhi del comandante della polizia locale, Bruno Pavia, nei giorni scorsi: « È una questione non solamente di rispetto per chi è impegnato sul territorio in funzioni di controllo pubblico, ma anche della dignità della persona. Sappiamo di essere soggetti a critiche, a volte anche aspre, ma quando si trascende nell’insulto per giunta utilizzando la cassa di risonanza dei social network, non si può più stare a guardare. Abbiamo convocato il soggetto che si è permesso di apostrofarci come “vomito di cane” e formalizzato una denuncia».

Non è il primo caso di comandi di polizia locale che chiedono l’intervento della magistratura per offese, pesanti, sul web. Era già successo a Orbassano, quando gli agenti erano stati insultati con veemenza, sempre su Facebook, per i controlli delle targhe che venivano fatti con le telecamere e che molti utenti del social network avevano scambiato per autovelox.

Ma a Candiolo gli attacchi alla polizia municipale capitano anche per strada: «Eravamo impegnati in un servizio di controllo nell’ultimo fine settimana – spiega Pavia -, e un cittadino, dopo una discussione, mi ha indicato facendomi il segno del pollice sotto il collo, come a volermi tagliarmi la gola. Siamo aperti alle critiche, non siamo infallibili, ma sempre nel rispetto dei ruoli, delle persone e della buona educazione».

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