CLAVIERE

Migranti, tensioni e proteste alla frontiera. «I gendarmi mi hanno inseguito con i cani»

La vicenda di un quindicenne salvato nei boschi del Monginevro e diffusa dai No Border

«I gendarmi mi hanno inseguito con i cani, in mezzo ai boschi». A raccontare questa storia è un ragazzo di quindici anni, un migrante che è stato respinto al confine, nonostante il suo status di minore non accompagnato, a quanto pare. La sua vicenda è stata fatta rimbalzare sui social network dagli attivisti no border, gli stessi che avevano occupato i locali della parrocchia a Claviere e che, dopo lo sgombero, si sono impossessati di una casa cantoniera in disuso. Il fatto del quindicenne sarebbe accaduto il 3 gennaio e sull’accaduto sono ancora in corso gli accertamenti. Il ragazzino dice di essere riuscito a nascondersi, lì sui sentieri tra Claviere e Monginevro, e di essere stato poi recuperato da alcuni volontari del soccorso che l’hanno portato in ospedale con i piedi semicongelati.

La storia, così come quella di altri, è stata diffusa ieri, in occasione di un presidio di sensibilizzazione sul tema dei migranti organizzato a Montgenèvre, dagli attivisti “no border”. Sulle piste da sci sono stati distribuiti volantini informativi ed è stato srotolato uno striscione con su scritto: “Frontière = Cimetière”. Al confine di Claviere, la polizia italiana ha identificato alcune decine di anarchici torinesi che si stavano recando all’appuntamento. Oggi, alle 8.30, davanti al Tribunale di Gap è stato annunciato un altro presidio in solidarietà di due antagonisti francesi arrestati con l’accusa di aver aiutato alcuni migranti a passare la frontiera.

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